Aung San Suu Kyi: “Non mi faccio intervistare da islamici”



Il premio Nobel per la pace. rimasto agli arresti domiciliari per 15 anni in Birmania, Aung San Suu Kyi, non ama gli islamici. Durante l’intervista con Mishal Husain, inviata islamica della ormai derelitta BBC, Suu Kyi ha perso la pazienza, quando questa le ha chiesto della ‘persecuzione della minoranza islamica in Birmania’, dicendole con rabbia, fuori onda ‘Nessuno mi ha detto che stavo per essere intervistata da un musulmano.’

Quando le è stato chiesto, più volte, da Husain di condannare il sentimento anti-islamico e l’ondata di massacri di musulmani (in realtà risposta ai massacri islamici) in Myanmar, ha rifiutato di farlo: “Credo che ci sono anche molti, molti buddisti che hanno dovuto lasciare il paese per diverse ragioni – ha risposto – questo è il risultato delle nostre sofferenze sotto un regime dittatoriale”.

I musulmani sono il 4 per cento della popolazione birmana, tra i quali gli immigrati Rohingya, ai quali è vietato diventare cittadini della Birmania. E in democrazia, come insegna Aung San Suu Kyi, è giusto così.

Ci si dovrebbe porre la domanda: perché, ovunque nel mondo, gli islamici creano problemi? In Europa si fanno esplodere, in India si scontrano con gli Induisti, in Birmania e nel sudest asiatico con i buddhisti: è più probabile il problema siano cristiani, induisti e buddhisti o, forse, gli islamici?

Il premio Nobel per la pace. rimasto agli arresti domiciliari per 15 anni in Birmania, Aung San Suu Kyi, non ama gli islamici. Durante l’intervista con Mishal Husain



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