Le belle palazzine che Don Mazzi affitta ai profughi (e loro pestano il cuoco)

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Il cuoco, un italiano, ha tentato di dividerli e ha rimediato un pugno al volto per il quale è stato medicato in pronto soccorso. E’ finita così, qualche giorno fa, una rissa scoppiata in uno dei due appartamenti di via Liguria, a Castronno, che sono occupati da una ventina di richiedenti asilo (nessuno dei quali provenienti da zone di guerra).

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Uno di loro è stato espulso. «Si tratta di colui che ha sferrato il pugno, anche se hanno detto che si è trattato di un errore, solo perché si era messo in mezzo per dividerli – precisa il sindaco Luciano Grandi – Ma sa che cosa significa espulsione? Che il profugo viene condotto alla stazione di Gallarate e lì abbandonato: una soluzione da cartoni animati, all’italiana, che non serve a nulla». Il sindaco è pronto a tornare dal prefetto, Giorgio Zanzi, nel corso della prossima settimana. Gli parlerà dell’espulsione e gli porterà anche la multa che la Polizia locale di Castronno ha elevato a uno dei migranti, sorpreso l’8 marzo a vendere mimose in occasione della festa della donna: in pratica, i finti profughi sono stati arruolati dalla criminalità dell’abusivismo.

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«Quello che è certo è che la situazione sta diventando pesante, con una convivenza sempre più difficile – rimarca Luca Monti, che abita con la famiglia nel condominio vicino alla palazzina in cui stanno i profughi e si fa portavoce del disagio dei residenti, dei quali sta raccogliendo da tempo le firme – Ciò avviene soprattutto perché agli africani come nigeriani e senegalesi si sono aggiunte di recente etnie diverse, e cioè pakistani: gli spazi cominciano a diventare stretti, anche se si tratta di appartamenti da 150 metri quadrati ciascuno».

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«Anche il “volume” del centro profughi sembra essersi considerevolmente alzato e la mega rissa non è che l’ultima vicenda – riprende Monti – Quello che in particolare ci preoccupa sono le grida che si sentono per le discussioni che scoppiano tra gli ospiti, urla frequenti, anche di giorno, oltre che inni che sembrano religiosi. Tanto che alcuni vicini hanno telefonato all’Exodus, l’associazione che gestisce il centro, chiedendo un maggior controllo. Ribadisco che nessuno di noi è contro nessuno, ma che la preoccupazione sale, visti gli ultimi avvenimenti».

Nei giorni scorsi, è comparso (e poi subito dopo fatto democraticamente sparire) alla rotonda che s’incontra all’uscita dell’autostrada, a Castronno: “Stop invasione”. Ora sono diciannove gli stranieri che dividono due appartamenti.

Roberto Sartori è il responsabile di Exodus, a cui sono affidati dalla Prefettura i richiedenti asilo. Exodus – affidataria del servizio – gestisce direttamente la struttura, pagando i proprietari (privati) con i fondi erogati dalla Prefettura (contribuenti).
Exodus gestisce altre realtà simili (ad esempio a Gallarate, dove i richiedenti asilo). I fancazzisti sono tutti giovani sotto i venticinque anni.




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