Profugo gestiva bordello insieme a sorella clandestina: le prostitute 2 profughe nigeriane

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Arrivato in Italia su un barcone e ospitato all’ex caserma Prandina di Padova, per poi essere trasferito nel centro di accoglienza profughi di Bagnoli.

Eddisen Okurobu, nigeriano 20enne, era giunto in Italia con altre due connazionali per costringerle a prostituirsi: tutti e tre accolti come profughi. Ad aiutarlo, la sorella 33enne, Pamela Samuel, clandestina, già in Italia da un anno, con domicilio nel Novarese. E, ovviamente, il governo italiano.

La vicenda ha dell’incredibile.

La sorella faceva la prostituta per la sua madame – le magnaccia nigeriane – ma voleva mettersi in proprio. Anzi, voleva diventare lei la padrona. E qui entra in gioco il fratellino profugo. E’ lui a portare due ‘lavoratrici’.

Le due nigeriane, sbarcate in Sicilia il 20 settembre, vengono subito trasferite alla Prandina dai bus del governo, a Padova, dove vivono a spese insieme al nigeriano. E dove vengono costrette a vendersi in strada sotto minaccia e rito vudù. In pratica, Renzi, Alfano e la Marina Militare sono fornitori di puttane.

L’immigrato era riuscito ad ottenere Asilo dopo essersi inventato di essere una delle vittime di un attentato avvenuto nella stazione degli autobus ad Abuja, in Nigeria, il 14 aprile 2014 (bilancio di 71 morti e 124 feriti), strage attribuita ai terroristi di Boko Haram. Una storia inventata che aveva preparato e studiato sul web: lui, infatti, in quel periodo, viva a Benin City, nel sud del paese. Ma i galoppini del governo lo hanno accolto sulla fiducia.

Protesta il sindaco di Padova, Massimo Bitonci: “A Colonia, come a Padova, le donne sono minacciate da personaggi senza scrupoli e senza dignità – ha detto – I Governi nazionali, come i burocrati di Bruxelles, dimostrano di non saper risolvere un’emergenza che hanno contribuito a creare. In Italia il sistema dei controlli e dei riconoscimenti è evidentemente al collasso: il nigeriano aveva ottenuto lo status di rifugiato politico. Il Governo invece di accogliere chi scappa dalla guerra, finisce per proteggere gli schiavisti”.




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