Comune Roma spende 3 milioni di euro per fare pulizie in campi nomadi

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Ogni anno l’Ama – i contribuenti romani – spende 300mila euro per raccogliere i rifiuti prodotti dai campi rom. Proprio in questi giorni l’azienda ha pubblicato il bando di gara per assegnare il servizio per i prossimi due anni. Fanno un bando, per raccattare i rifiuti degli zingari. Un business a spese degli italiani, non solo a Roma. Oltre 3 milioni di euro spesi in 10 anni.

Domanda: visto che Ama è la società in house del Comune di Roma che raccoglie i rifiuti prodotti dai cittadini, perché non lo fa anche nei campi rom? La risposta non è semplice.

E si, perché i rifiuti dei campi nomadi – che andrebbero rasi al suolo – non sono rifiuti normali, sono il risultato di roghi tossici. E quindi servono ditte specializzate.

Sintesi: gli zingari rubano rame e lo trattano nei loro campi, i cittadini pagano per il rame rubato e per il trattamento degli scarti. Geniale.

Ovviamente, per le finalità dei campi attrezzati i rom non pagano la Tari che rientra tra le spese affrontate direttamente dal Campidoglio. Quindi sempre dai cittadini.

Si legge sul bando: «Ha per oggetto il servizio di raccolta e trasporto giornaliero dei rifiuti solidi urbani prodotti presso i campi nomadi attrezzati del territorio di Roma Capitale e per interventi di bonifica all’interno ed all’esterno degli stessi, per un periodo di 24 mesi.
E’ previsto, inoltre, il servizio specifico di bonifica dei rifiuti, eventualmente presenti all’interno o in prossimità delle aree dei campi nomadi attrezzati». L’importo complessivo massimo presunto dell’appalto è pari a 600mila euro più Iva.

Ben undici i campi che hanno goduto, godono e godranno di questo servizio: via Olimpica-Foro Italico, via Salviati (1 e 2), via di Salone, via Arco di Travertino, La Barbuta, via Pontina, viale Ortolani, via Candoni, La Monachina, via Cesare Lombroso e via Salaria.

L’inquinamento nel VII municipio ha segnato il record di 96 microgrammi per metrocubo delle polveri sottili, quasi il doppio rispetto ai limiti di legge. E non sono le auto: sono i roghi tossici degli zingari.




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