Bambini disabili a piedi, soldi spesi per ‘profughi minorenni’



RAGUSA – I servizi di trasporto e di assistenza specialistica per gli studenti disabili delle scuole medie superiori di Ragusa non partiranno da lunedì, giorno di apertura del nuovo anno scolastico.

Per mancanza di fondi. I soldi sono stati spesi tutti nel mantenimento dei cosiddetti ‘profughi’ minorenni: condizione di pre-dissesto finanziario strutturale.

In mancanza del servizio per i 176 studenti disabili della provincia, il coordinamento Pro Diritti H e le Anffas iblee hanno deciso di avviare sit in di protesta lunedì davanti alle
scuole degli istituti superiori medi lanciando la petizione «Io voglio andare a scuola, è un mio diritto e mi piace tanto ma non posso perché non ho il servizio di trasporto e non ho
l’assistenza».

No, non puoi, perché i soldi se li sono fregati i falsi profughi minorenni.

Il Comune di Ragusa e gli altri comuni della provincia, come molti altri comuni in Italia, è costretto a mantenere ogni presunto minorenne che sbarca. Il costo varia dai 45 ai 90 euro a ‘persona’.

Gli ultimi dati del governo parlano di 334 MISNA (così definiscono i clandestini minorenni) nella zona di Ragusa. Anche tenendoci bassi sulla cifra a testa erogata, sono centinaia di migliaia di euro l’anno. Che potevano essere usati per trasportare i bambini disabili della provincia. Che non hanno voce.



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