Choc: Dipendente Coop gestiva spaccio droga dei profughi

Assume contorni sempre più inquietanti, la vicenda dei profughi spacciatori ospiti dell’hotel Splendid, a Cesenatico, sembra che a coordinare lo spaccio fosse un Mediatore Culturale della Cooperativa CAD in forze all’Hotel Splendid di Cesenatico.

L’uomo, sembra un altro immigrato che lavora per la Coop, è accusato di aver attivato la rete di spaccio della droga per rifornire i sedicenti profughi ospitati all’Hotel Splendid della droga da spacciare sia all’interno, che, in particolare, a ragazzini minorenni.

“La realtà ha superato addirittura i nostri timori e la nostra immaginazione – interviene il segretario leghista Jacopo Morrone – un Mediatore Culturale che dovrebbe insegnare leggi e regole di convivenza del paese che li ospita preso addirittura a spacciare droga anche a minorenni – non c’è fine al peggio.

La notizia è di una gravità inaudita – continua Morrone – interpelleremo immediatamente la Prefettura di Forli – Cesena per richiedere l’immediata revoca di ogni affidamento dei presunti profughi alla Cooperativa CAD che evidentemente è rea di non aver vigilato e scelto il personale idoneo al controllo di queste
persone. In aggiunta chiederemo l’immediato trasferimento degli ospiti dell’Hotel Splendid in una realtà dove possano essere controllati meglio. A nostro avviso non ci sono più le condizioni perché questi presunti profughi continuino a soggiornare a Cesenatico.

Pertanto congiuntamente al Consigliere Enrico Dall’Olio domani provvederemo a contattare il Sindaco Roberto Buda per coordinarci e valutare insieme le possibili attività per chiederne l’immediato trasferimento”.

Interviene anche il Responsabile Nazionale Enti Locali Lega Nord Romagna Antonella Celletti: “Se i fatti fossero confermati nella loro gravità è la dimostrazione che le battaglie della Lega Nord ad ogni livello: comunale, provinciale, nazionale e federale con il Segretario Matteo Salvini hanno fondamento e sono confermate dai fatti che speriamo siano arginati al più presto con un inversione delle politiche dell’accoglienza fino adesso attuate”.



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