Onu conferma: listino bambine in vendita è autentico



Vox l’aveva diffuso prima di tutti, in Italia. Parliamo del ‘listino prezzi delle schiave di ISIS‘.

Ora c’è la conferma ufficiale. Sempre in ritardo. Ma comunque in tempo per ridicolizzare, ancora una volta, i cazzari dell’informazione. Quelli che per difendere immigrati e islamici, cercano con maniacale fanatismo, di derubricare a bufale, le vere notizie:

  • butac.it/isis-schiave-sesso-pseudo-giornalismo-italiota/

Sempre loro. Ormai esperti in figuracce.

Il listino per le schiave stilato dai miliziani di Isis è autentico. Lo ha confermato Zainab Bangura, funzionaria delle Nazioni Unite.

La lista nella quale erano indicati anche i prezzi di vendita per ragazzine di da 1 a 9 anni per 165 dollari.

Bangura, che in aprile ha visitato l’Iraq riportando testimonianze terribili sulle condizioni delle donne yazide catturate dagli islamici, ha confermato a Bloomberg di aver visionato il documento:

LISTINOISIS

 

Bangura, che è invitato speciale per le Nazioni Unite aveva denunciato come lo stupro e la riduzione in schiavitù venissero sistematicamente usate dai jihadisti di Isis come arma di guerra.

«Le ragazze vengono vendute come se fossero barili di petrolio», ha spiegato.

«Una ragazza può essere venduta anche cinque o sei volte a uomini diverse. Qualche volta i miliziani rivendono queste donne alle famiglie di origine facendosi pagare centinaia di dollari di riscatto.

Contro di loro solo alcuni uomini coraggiosi, per lo più yazidi che cercano di liberare queste donne.

Per i combattenti dello Stato Islamico le bambine (e i bambini) dagli uno ai nove anni vengono venduti a 165 dollari. Le adolescenti invece “valgono” 124 dollari. Il listino, secondo Kerry Crawdford che insegna alla James Madison University della Virgina, è stata diffuso con un duplice scopo: da un lato per terrorizzare gli infedeli all’esterno dello Stato Islamico. Dall’altro per creare legami di complicità interni. Ma non solo. Sempre secondo Bangura la riduzione delle donne per Isis è una vera e propria industria. «Hanno dei manuali che spiegano come trattarle, hanno un ufficio matrimoni che organizza queste finte unioni (il matrimonio consente a un miliziano di avere rapporti sessuali con una donna)». E, come abbiamo visto, hanno anche un listino.

Vergogna su chi, per mera propaganda immigrazionista, aveva cercato di sminuirne l’orrore.



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