Sindaco: “Per fingere di far lavorare profughi, dobbiamo assumere un accompagnatore per ognuno di loro”

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Nella struttura di uno speculatore privato di Esino sono ospitati quarantuno falsi profughi, la prefettura di Lecco, ora, ne vuole mandare un’altra trentina.

Esino ha circa settecento abitanti: in pratica, un sovvertimento demografico. Al quale la popolazione si oppone, viste le oltre 400 firme già raccolte dalla petizione che sollecita la prefettura a dire basta al trasferimento dei presunti profughi nel paesino lariano.

E ora, il sindaco Pensa è stufo: «Siamo arrivati ad un punto che non sappiamo più letteralmente cosa far fare a queste persone. Esino è un Comune che si distingue per la sua accoglienza ma, in termini assolutamente oggettivi, non possiamo più accogliere altri profughi». «Qualcosa da fare ci sarebbe sì – incalza Pensa -: la bonifica dei sentieri montani. Ma, signori, come si può pensare di spedire in quota uomini che mai hanno visto una montagna? Sono sicuro che lavorerebbero benissimo, ma il rapporto tra loro e gli accompagnatori dovrebbe essere uno ad uno. Non abbiamo tutta questa disponibilità di dipendenti e volontari».

Fantastico. Per fingere di far lavorare i profughi, si deve assumere un accompagnatore per ognuno di loro. E’ una farsa, quando sentite di ‘lavori socialmente utili’ fatti dai sedicenti profughi.

Conclude: «Se arrivano altri profughi porto le mie dimissioni in consiglio comunale. Sarà l’assemblea a decidere se dovrò abbandonare la carica».

Dovevi pensarci prima di approvare l’arrivo del primo gruppo di coloni. Dai una mano…




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