Poste assumono, ma solo immigrati

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SUCCEDE A PADOVA, MA E’ SOLO UN ESEMPIO: LO STESSO ACCADE IN ALTRE CITTA’

PADOVA – In città, le Poste assumono, ma non italiani. All’ufficio dell’Arcella infornata di personale straniero: due marocchini e due albanesi. Per ora.

L’ufficio è stato inaugurato il 3 luglio in via Tiziano Aspetti.

In arrivo anche dipendenti cinesi. Perché le Poste vogliono insidiare il business dei money center e papparsi una fetta delle rimesse: una fuga di capitali legalizzata che impoverisce l’Italia. E arricchisce money center e, da un po’, anche le Poste.

Ma gli immigrati non devono imparare l’italiano, mica siamo in Italia. E così, come segno di dis-integrazione, arrivano gli uffici tutti per loro dove si parlano le loro lingue.

Con l’immigrazione alcuni (pochi) si arricchiscono. La massa si impoverisce. Il caso ‘RIMESSE’ è emblematico.




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