Allarme terrorismo dai Balcani: ma albanesi e bosniaci possono entrare senza visto

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Secondo i Servizi italiani, nei Balcani sono attivi numerosi campi di addestramento per jihadisti.

“La regione balcanica – spiega una fonte del Viminale – è nodale per il radicalismo di matrice islamica, soprattutto per l’attivismo incessante di soggetti e di gruppi estremisti di orientamento salafita, sempre più coinvolti nel reclutamento e nel trasferimento di jihadisti in territorio siriano e iracheno”.

Si parla diAlbania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro e Serbia dove islamici bosniaci e di etnia albanese gestiscono traffichi di ogni tipo verso l’Europa.

“Specie in Kosovo – continua il Viminale – al di là dell’approccio radicale predicato da taluni imam, l’idea del jihad sembra prendere piede soprattutto piede soprattutto in alcune aree meridionali del Paese, dove il diffuso disagio socio-economico accentua la permeabilità, specie tra i più giovani, all’azione di proselitismo di impronta salafita”.

I media di distrazione di massa ci avvisano anche che Al Fano avrebbe ‘potenziato i controlli’: Al Fano!

Ma dimenticano di avvisare i lettori che ‘grazie’ ad un accordo imposto dall’Ue, tra i cittadini albanesi, della Bosnia e degli altri elencati come fonti di terroristi islamici, possono entrare in Italia senza visto, come i tedeschi al Brennero. E allora: di quali controlli stiamo parlando?

Dal 2011, Albania e Bosnia fanno parte dei paesi del trattato Schengen: così i loro cittadini possono entrare in Italia con un passaporto con foto digitale senza bisogno di visto; e proprio dal 2011 sono aumentati gli arresti, anche in flagranza di reato, di ladri e rapinatori (ma anche spacciatori) albanesi sprovvisti di permesso di soggiorno, ma regolarmente in Italia per ragioni di “turismo”. Turisti.




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