Banca d’Italia: “Rischio disoccupazione di massa”, rischio?



L’Italia “investe poco in quelli che capiscono l’innovazione. Se non la si capisce si perde”, avverte il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco.
I vecchi lavori scompariranno (edicole,per esempio) e “il futuro resta difficile. L’innovazione crea nuovi lavori: ma se non creiamo le condizioni rischiamo una disoccupazione di massa”, ha detto.

“L’Italia – dice – è in ritardo sulle nuove tecnologie”.

In realtà non è più vero, come fino ad un decennio fa, che l’innovazione crei lavoro. Anzi, lo distrugge. Non è una visione luddista, perché a differenza dei casi precedenti, l’innovazione non riesce a generare abbastanza nuovi lavori rispetto a quelli che elimina con l’aumento della produttività. E sarebbe positivo, visto che coincide con una diminuzione della natalità a lungo termine nei Paesi occidentali: sarebbe, perché qualche idiota ha deciso che dobbiamo importare braccia inutili dall’Africa. Che sono inutili già adesso, e lo saranno ancora di più quando la rivoluzione robotica sarà matura.

Domanda a Visco: la disoccupazione di massa c’è già oggi, siamo al 26 per cento di disoccupati reali. Dire una parola contro l’immigrazione no?


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