Bergamo: dal signor Parodi si a ‘registro gay’ e moschee



Il prossimo 11 maggio il Consiglio comunale di Bergamo approverà l’istituzione del registro delle unioni civili. Che non serve a nulla. Spreco di carta.

“E’ un primo passo dal valore simbolico, ma anche concreto, per il riconoscimento di diritti per i cittadini della nostra città – dice Simone Paganoni, capogruppo del Patto civico e tra i promotori del registro parlando di una cosa che riguarderà il 2% scarso della popolazione residente -. Il documento è basato sul dialogo, l’ascolto, l’attenzione e tanto lavoro”.

Anche il Movimento 5 Stelle, all’opposizione, voterà convintamente a favore: “Grazie al registro – commenta Fabio Gregorelli – facciamo un passo avanti verso la rivoluzione culturale che nel resto d’Europa è già in stato avanzato”.

‘Rivoluzione culturale’.

Insieme all’altra rivoluzione che ha in mente il signor Parodi, sindaco di Bergamo: il via libera a due moschee.



Lascia un commento