Libia svuota carceri: “Siamo ex detenuti, Polizia libica ci ha imbarcato per Italia”



Donne e bambini gridano le vedove allegre dei media di distrazione di massa. Detenuti delle carceri libiche, la scomoda realtà.

La polizia libica li ha prelevati a forza dal carcere dove erano rinchiusi e li ha fatti salire su barconi diretti in Italia. Ecco chi andiamo a prendere in tutto il Mediterraneo.

Ismail, Amadi, Dusmane, Mamadi che tra gli altri hanno confidato le loro testimonianze alla giornalista Flavia Amabile de “La Stampa”, vengono da Paesi dove non ci sono guerre né dittature, come la Sierra Leone. In Libia sono stati arrestati, loro non dicono per quale reato – è ovvio – poi, quando le autorità libiche si sono stufate di mantenerli, li hanno imbarcati per l’Italia.

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Il resto lo hanno fatto gli scafisti di Stato della Marina o della Guardia Costiera. Dalle carceri libiche ad hotel a 4 stelle: a spese nostre. ‘Profughi’.


Un pensiero su “Libia svuota carceri: “Siamo ex detenuti, Polizia libica ci ha imbarcato per Italia””

  1. signori scusate ma bisogna che le informazioni si abbiano tutte non solo a metà o di parte. Sapete qual’è la situazione in Libia? Mi pare di no e anche chi ha scritto l’articolo ha preso un’informazione senza sapere chi viene messo in carcere e per cosa. Capisco che spesso chi non ha informazioni si basa solo su quello che ha attorno e pensa che il mondo funzioni esattamente come funziona il proprio paese, ma ahimè non è così. Bisogna studiare e informarsi. Per farla breve: in Libia dopo la caduta di Gheddafi si è creato il caos; come in iraq, afghanistan, mali etc frange di estremisti sono entrate e cercano di arrivare il potere. non mi soffermo su chi ha creato questa (queste destabilizzazioni perchè entriamo in un altro discorso che ci riguarda..). Detto ciò la Libia è per gli africani del sud, il paese dove c’è lavoro. Moltissimi (vorrei dire la maggior parte ma non ho dati esatti sul numero) non hanno la benchè minima idea, quando lasciano i loro paesi, di venire in europa. Partono perchè ‘si dice’ che in Libia c’è lavoro; sicuramente rispetto ad altre nazioni la LIbia è un paese africano che offre (offriva..) più possibilità. Ma i libici vedono i ‘neri’, i bengalesi e altri come ‘schiavi’ manodopera da usare come oggetti. Quando questi profughi trovano lavoro molto spesso non vengono pagati (il razzismo è così consolidato che perfino i bambini possono girare armati). La polizia libica fa spesso delle retate in appartamenti o per strada e cattura un po’ di questi lavoratori ‘neri’ e a quel punto la scelta è: o telefoni a casa e ti fai mandare dei soldi per essere liberato o muori in pringione (e i racconti di quello che accade dentro sono raccapriccianti).

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