Piemonte: Chiamparino dice sì ad arrivo altri clandestini



Renzi continua a raccattare clandestini in Libia e a vomitarli in tutta Italia. Nel Canavese, dove attualmente si trovano circa 200 clandestini (a Rivarolo e Ivrea le comunità più numerose), si attendono nuovi arrivi, secondo quello che stabilirà in queste ore la famigerata prefettura di Torino: destinazione Cuorgnè (una decina) e Castellamonte. Saranno affidati alla cooperativa sociale «Gt» che questa mattina, a Borgiallo, ha fatto il punto della situazione. E si lecca i baffi.

La cooperativa gestisce al momento 120 richiedenti asilo, di cui 66 in Canavese: 24 a Castellamonte, 6 a Cuorgnè, 25 a Borgiallo e 11 a Bosconero. Di questi, 28 provenienti dal sub-continente indiano (Bangladesh e Pakistan) e 38 da vari Paesi Africani (Africa Sub-Sahariana e Africa Orientale). Siriani zero. Provenienti da Paesi in guerra zero. Tutti clandestini da mantenere a 37,50 euro al giorno, perché il PD deve foraggiare le proprie cooperative.

“La nostra cooperativa è stata fondata nell’aprile 2005, quindi festeggiamo ora i nostri primi dieci anni di attività – spiega il presidente, Guido Mussini – inizialmente ci eravamo orientati sulla gestione di case di riposo, di comunità per disabili o per minori”. Ora preferiscono i clandestini, rendono di più. Lo Stato se ne sbatte di anziani, disabili e bambini ma paga molto bene per mantenere africani e pakistani.

“La cosa più importante è, però, la crescita di posti di lavoro. Ed è per questo che abbiamo messo a punto una proposta di attività lavorative che presenteremo ai Comuni che ospitano le nostre case di accoglienza”. Puntano a sostituire gli italiani con questa nuova forza di lavoro low-cost.

Sempre questa mattina, a Torino, si è tenuto in prefettura il Tavolo di coordinamento regionale sull’afflusso eccezionale di clandestini al quale ha partecipato l’assessore regionale Monica Cerutti: “Per il momento il Piemonte ha retto. I prefetti non hanno evidenziato situazioni di criticità, ma è evidente che la nostra attenzione dovrà essere rivolta a come affrontare i prossimi arrivi”. I prossimi arrivi.

Di Pakistani, Bengalesi e Africani. In fuga da guerre inesistenti.



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