Arrestato terrorista islamico: frequentava moschee Milano e Ravenna



Ravenna – Arrestato Louati Noussair, spacciatore tunisino di 27 anni residente domiciliato in città e senza fissa dimora. Nato a El Fahs il 23 novembre 1988.
Il tunisino è sposato con un’italiana che gli ha sfornato anche una figlia. L’uomo frequentava un centro islamico a Ravenna e il centro culturale islamico di viale Jenner a Milano.

Un paio di giorni giorni è stato intercettato mentre spiegave che spacciava per “mettere dei soldi da parte per partire”. II fermo è scattato oggi perché il tunisino sarebbe dovuto partire per la Germania, per poi raggiungere il Medio Oriente. Un primo tentativo di partenza per la Siria, passando per la Turchia, era fallito il 26 marzo, data per la quale il tunisino aveva prenotato un biglietto di sola andata da Bergamo per Istanbul. L’uomo pero non era riuscito nel suo intento per i problemi legati al passaporto che aveva avuto con il consolato di Genova.

Le indagini hanno accertato rapporti e contatti via Facebook in particolare con Abou “Jihad” Asba, un terrorista palestinese che si trova a Yarmuk: “Sto arrivando, se Allah lo vuole voglio fare la Jihad per Allah”.

Domanda: perché non farlo partire? Questi vanno in astinenza all’idea di perdersi un immigrato.

C’è anche il riferimento al suo viaggio milanese per cercare sovvenzioni all’espatrio: “Nella moschea di Milano l’imam egiziano stava chiamando la polizia giuro. Gli ho detto se mi dava un mano per comperare il biglietto. Giuro che mi hanno tirato via dalla moschea e stavano chiamando la polizia”. Compaiono pure riferimenti ad alcuni millantati obiettivi dell’Is: “E se Dio vuole conquistiamo Roma e vengo a liberare mia figlia”; e ancora: “Si alzerà la bandiera di Allah sulla torre di Pisa”. Per quanto riguarda la intercettazioni telefoniche, c’è a un certo punto chi gli dice di “non preoccuparti: il Jihad ti ripagherà. Chi lascia qualcosa per Allah, Allah lo ripagherà”. Le sue intenzioni, che non ha mai nascosto, vengono infine fuori nette in un dialogo con un palestinese che dice di trovarsi in un campo profughi alla periferia di Damasco: “Io sto arrivando, se Dio vuole voglio fare il Jihad per Dio”.



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