Canale di Sicilia fuori controllo: clandestini assassini, assalti e sequestri di pescherecci



Ormai, il tratto di mare tra l’Italia e la Libia è ‘terra’ di nessuno. O meglio, è zona in mano ai terroristi islamici.
Scafisti che sparano alle crocerossine della Guardia Costiera, sedicenti profughi che affogano i loro compagni di barcone e oggi, libici armati che assaltano un peschereccio italiano.

Il peschereccio di Mazara del Vallo era stato sequestrato mentre navigava in acque internazionali. Del resto, se noi andiamo a prenderci i barconi in acque libiche, qualcuno può pensare sia lecito, prendersi i pescherecci italiani in acque internazionali.

Fortunatamente, l’equipaggio si è ribellato chiudendo i ‘libici’ nella stiva. Poi, con calma, è intervenuta la Marina Militare italiana.

E’ evidente che con questo governo siamo allo sbando più completo. Qualsiasi premier dotato di più di un neurone avrebbe già ordinato il blocco navale davanti alle coste libiche. Non ci vuole poi molto, basta impiegare la Marina Militare come tale, e non come protuberanza delle organizzazioni criminali.

Ma il Pd non ha alcun interesse a fermare il caos e bloccare gli sbarchi: le sue cooperative, fondazioni e associazioni lucrano sugli sbarchi. Fanno grossi affari. E i capibastone locali del ‘partito’ usano gli immigrati come ‘carne da primarie’. In attesa di utilizzarli come ‘carne da elezioni vere’.


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