L’Italia che resiste: barbiere si rifiuta di servire ‘profughi’ a spese dei contribuenti



CERCIVENTO – Tal Renato Garibaldi – cognome sprecato – responsabile della struttura di Cercivento che ospita a spese nostre clandestini africani, e che guadagna su ognuno di loro minimo 35 euro, ha denunciato che un barbiere avrebbe rifiutato il taglio dei capelli ai suoi ospiti.

“Non li servo perché sono marocchini”, ha risposto l’identitario ai ‘profughi’ che volevano tagliarsi i capelli a spese nostre. Onore a chi rinuncia ai soldi dei contribuenti, in mezzo a tanti che ne abusano.

Ovviamente, per il gestore della struttura parassitaria si tratta di “intolleranza, se non di vero razzismo, che si vive anche dalle nostre parti”.

Per noi, invece, si tratta di resistenza all’invasione. Oltre che di buon senso: andreste, voi, a farvi i capelli dove se li fanno i sedicenti profughi con scabbia, tubercolosi e altro’

Sul web, molti i commenti a favore del barbiere. E attenzione: nessuno tocchi il barbiere.


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