Cazzari, profughi e le nipoti di Mubarak



Torniamo a parlare dei simpatici – anche se stavolta obliquamente minacciosi – cazzari di Bufale.net, il blog del Fatto Quotidiano

I simpatici cazzari, dopo le ripetute brutte figure sulle false bufale di Vox, per occuparsi di noi, si sono dovuti inventare un nuovo tipo di categoria per i loro ‘articoli’: la ‘disinformazione’. Una categoria aleatoria. Così soggettiva, da poter farvi cadere qualsiasi notizia. Perché ogni notizia è soggetta ad interpretazione – altrimenti esisterebbe solo la Pravda.

Certo, in questo modo svelano di non essere quello che millantano – un sito per svelare notizie false – ma invece un sito politico con un’agenda politica. E la loro agenda è definire ‘disinformazione’ qualsiasi notizia che metta in cattiva luce, nell’ordine: africani, immigrati, zingari, gay e trans. La crème.

Sono così ossessionati da Vox, da aver recuperato in un caso, addirittura un articolo di un anno fa, e l’hanno fatto in modo indiretto, come si conviene ai coraggiosi, citando un sito che aveva copincollato cambiandolo un nostro articolo.

Questi i nostri articoli:

Questi i loro articoli su FB;

DISINFORMAZIONE Cagliari: alle elementari si insegnerà a diventare Mutanti – Bufale.net http://wp.me/p5L2ek-2Iu

Posted by Bufale on Sabato 11 aprile 2015

DISINFORMAZIONE Profughi protestano: vogliamo le prostitute in camera – Bufale.net http://wp.me/p5L2ek-2Il

Posted by Bufale on Sabato 11 aprile 2015


Ora, il primo è talmente soggettivo da non meritare commento: per noi parlare di transessuali a dei bambini delle elementari è nocivo e viene fatto per plasmarli ad una società metaumana dove non esista il maschio e la femmina ma solo un essere indistinto e malleabile: malleabile in tutti i sensi, non solo sessuale. Per loro è ‘educazione al rispetto’.

E noi accettiamo anche la loro lettura. Solo che definire la nostra dis-informazione, solo perché non rispecchia il loro approccio gayfriendly è scorretto. Entrambe le interpretazioni sono corrette, solo che la loro è figlia di una società malata che ritiene normale ciò che normale non è.

Ma il ridicolo lo toccano con la seconda notizia, quella sui profughi. O sedicenti tali. Godiamocene un pezzettino, senza correggere gli errori grammaticali:

Anche per questi vale lo stesso discorso dell’articolo de Il Tirreno: non viene citata in alcun modo la parola prostituta, o sinonimi, per definire la ragazza nigeriana.

Quale è la fonte dell’autore anonimo per sostenere che sia una prostituta? Non si ha riscontro di articoli contenenti la parola “prostituta” o sinonimi sul caso precedenti alle 15:19 del 10 aprile 2015.

La teoria della prostituta è del tutto personale e appartiene all’autore anonimo dell’articolo, forse perché riterrebbe che essendo nigeriana debba essere per forza una prostituta, o semplicemente perché un titolo del genere attira e scatena la rabbia degli indignati sul tema dei profughi presenti nel territorio italiano (della serie “ah, pure le puttane vogliono!“).

Non è la prima volta che l’autore anonimo del sito noto a Bufale.net aggiunga considerazioni totalmente personali per “arricchire la notizia” e renderla “virale“

E’ evidente che non tutte le nigeriane presenti in Italia siano prostitute, anche se quasi tutte le prostitute africane sono nigeriane (perché sfruttate dall’organizzazione), ma quando due ragazzoni portano una signorina nigeriana in un hotel di notte, e insistono esaltati perché vada in camera loro: la signorina che abita in zona, o è la nipote di Mubarak, o è una prostituta.

Qualsiasi essere senziente sa che una ragazza normale – anche nigeriana – non andrebbe mai in un hotel dove sono ospitate decine di sconosciuti. A meno che non sia il suo ‘lavoro’. Poi possiamo anche prenderci in giro ed inventarci tutto quello che vogliamo, ma chiunque sa cosa significa.

E qui torniamo per l’ennesima volta alla domanda: perché insistete a fare figure barbine?

Poi l’articolista del blog del Fatto Quotidiano si lancia in quelle che paiono a tutti gli effetti segnalazioni a mezzo stampa dal tono velatamente mafioso:

Il pensiero riportato dall’articolo del 13 marzo 2015 va in contrasto con il pensiero riportato dallo stesso sito e dal suo autore anonimo lo scorso 19 luglio 2014, dove si citava il caso del leghista Fabio Raininieri nei confronti dell’ex ministro Kyenge:

Fabio Raininieri è infatti stato rinviato a giudizio dopo l’indagine della Polizia Postale, che aveva ‘notato’ – casualmente, tra migliaia di insulti a politici presenti sul web – nell’ottobre 2013 alcuni post sul profilo Facebook del leghista.

Nel mirino degli psicopoliziotti un noto fotomontaggio che sovrappone l’immagine di un orango a quello della Kyenge, fotomontaggio che ha avuto più successo di quello di Kyenge con Papa Woytila.

Da tenere presente il giudizio personale nei confronti della Polizia Postale (“psicopoliziotti “).

Ora, in molti ci hanno segnalato che vi fregiate in modo illegittimo se non probabilmente illegale dello stemma della Polizia Postale sul vostro sito, ma questa inelegante spiata a mezzo stampa è, non solo volgare, ma anche da ignoranti.

Perché il termine ‘psico-poliziotti’ non è che il termine utilizzato da Orwell nel suo famoso romanzo 1984: poliziotti del pensiero. Non tutti poliziotti postali lo sono, quelli che perdono il loro tempo a leggere i siti per vedere cosa scrivono della Kyenge si, lo sono.

Insomma: che tristezza. Meritiamo nemici migliori. Invece ci toccano l’Unar, Del Rio e i cazzari.



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