Sulle ‘nozze’ gay, frattura nel mondo Protestante

C’è chi dice no, anche in campo protestante: la NBCI, National Black Church Initiative, ha rotto i ponti con i presbiteriani statunitensi, dopo che questi hanno votato a favore delle “nozze” gay (si legga in merito l’articolo “Sì a ‘nozze’ gay, emorragia di fedeli nei presbiteriani ->).

Non è faccenda di poco conto, tanto a livello interconfessionale quanto a livello numerico: la Nbci è infatti una sigla, che riunisce 34 mila «chiese nere» – ovvero composte da persone di colore – appartenenti a 15 diverse denominazioni evangeliche e rappresenta circa 16 milioni di aderenti.

Essa ha anche invitato i presbiteriani a pentirsi, a convertirsi, a ripristinare la comunione e ad invertire quindi la rotta rispetto ad una decisione, che cade sotto l’anatema di cui parla San Paolo nella Lettera ai Galati: «La Nbci ed i suoi membri si basano semplicemente sulla Parola di Dio – ha commentato il pastore Anthony Evans (nella foto), presidente di tale ente, spiegando la sua ferma presa di posizione – e nessuno ha il diritto di modificarla. Votando la ridefinizione del concetto di matrimonio, i presbiteriani hanno perso automaticamente la grazia salvifica di Cristo».

La Nbci ha chiesto anche all’intera Cristianità di fare la stessa cosa e di interrompere immediatamente qualsiasi relazione con chi «abbia cambiato la Parola di Dio».

In collaborazione con: nocristianofobia.org


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