Dopo 70 anni, Giappone ammette ‘vivisezione’ su soldati americani

Un’università in Giappone ha finalmente rotto un tabù durato sette decenni, ammettendo quello che tutti sapevano: la vivisezione di prigionieri di guerra degli Stati Uniti da parte del proprio personale medico verso la fine della seconda guerra mondiale.

La Kyushu University, nella città di Fukuoka, ha svelata una sezione museale, nella quale fornisce dettagli sul capitolo oscuro della storia dell’università, lo riferisce Kyodo News.

LA STORIA E’ NOTA – Quando un B-29, che era decollato dall’isola del Pacifico di Guam, venne abbattuto subito dopo avere concluso un bombardamento su un campo d’aviazione vicino a Fukuoka, il 5 maggio 1945, i 9 sopravvissuti dei 12 membri dell’equipaggio vennero arrestati.

Il capitano, Marvin Watkins, venne separato dai suoi uomini e inviato a Tokyo per l’interrogatorio. Gli altri vennero consegnati ad un medico militare e trasportati al Collegio Imperiale della Kyoto University of Medicine, predecessore dell’istituzione moderna. E lì, vennero vivisezionati.

Furono 30, tra medici e personale universitario accusati davanti ad un tribunale Alleato per crimini di guerra, a Yokohama, nel 1948.

Gli esperimenti furono diversi, non dissimili da quelli portati avanti nei campi di concentramento tedeschi o in istituzioni americane dell’epoca.

Nessuno dell’equipaggio del velivolo sopravvisse, ed i loro resti vennero conservati in formaldeide fino alla fine della guerra, quando i medici tentarono di coprire gli esperimenti, distruggendo le prove.

Un medico si suicidò in carcere prima del processo e l’accusa di cannibalismo venne fatta cadere a causa della mancanza di prove, ma 23 persone risultarono colpevoli di ‘vivisezione o illecita asportazione di parti del corpo’.

Cinque vennero condannati a morte.

Due anni dopo, il generale Douglas MacArthur, governatore militare del Giappone, in nome della nuova alleanza, commutò tutte le condanne a morte e ridusse la maggior parte delle pene detentive. Nel 1958, ognuna delle persone coinvolte nel caso erano state rilasciate.


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