Intercettazione: “Dobbiamo dare soldi a D’Alema”



In un’intercettazione agli atti dell’ inchiesta sulle tangenti a Ischia, Francesco Simone, dirigente arrestato della cooperativa Cpl Concordia, parla di D’Alema, affermando la necessità di “investire negli Italiani Europei”, la fondazione (una scatola vuota creata ad hoc) presieduta dal leader Pd.

Il 20 novembre 2014, in una perquisizione agli uffici della CPL Concordia, gli inquirenti hanno sequestrato tre dispositivi di bonifici effettuati dalla cooperativa in favore della Fondazione Italinieuropei, ciascuno per l’importo di 20mila euro, nonché un ulteriore bonifico per l’importo di 4.800 euro per l’acquisto di 500 libri di Non solo euro di D’Alema.

“Scandalosa e offensiva”la diffusione di”intercettazioni che non hanno alcuna attinenza con la vicenda giudiziaria” di cui si occupa l’indagine, dice D’Alema che annuncia le vie legali.

Ah, in questo caso sono ‘scandalose’.

Nell’ordinanza di custodia cautelare il gip Amelia Primavera sottolinea che, “per comprendere fino in fondo e per delineare in maniera completa il sistema affaristico organizzato e gestito dalla CPL Concordia, appare rilevante soffermarsi sui rapporti intrattenuti tra i vertici della cooperativa e l’esponente politico che è stato per anni il leader dello schieramento politico di riferimento per la stessa CPL Concordia, che è tra le più antiche cosiddette ‘cooperative rosse’, ovvero D’Alema”. L’intercettazione ambientale in cui Francesco Simone parla di D’Alema con Nicola Verrini, responsabile commerciale di area della CPL Concordia, risale all’11 marzo 2014. Per il gip questa conversazione “appare di estremo rilievo, oltre che per il riferimento a D’Alema” e ad “alcuni appartenenti alle forze di polizia”, anche “per il modo in cui gli interlocutori distinguono i politici e le Istituzioni loro referenti, operando la netta ma significativa distinzione tra quelli che al momento debito si sporcano le mani, ‘mettono le mani nella merda’ e quelli che non le mettono, distinzione che appunto dice tutto a proposito del modus operandi della CPL e dei suoi uomini”. Secondo il giudice, il termine “investire” utilizzato da Simone (“… investire negli Italianieuropei…”) rende “più che mai l’idea dell’approccio di Simone e della Concordia rispetto a tale mondo”. In un passaggio successivo e relativo ad un’altra vicenda Simone afferma, “in riferimento sempre alla quota associativa da pagare ad un’altra fondazione (della quale, per ragioni investigative, si omette la denominazione): ‘… dobbiamo pagarlo perché ci porta questo e chiudiamo questo, no venti ma anche duecento…'”.

E la stipula fasulla di due ‘riunioni’ nell’albergo della famiglia per un totale di 330 mila euro, l’assunzione come consulente del fratello e almeno un viaggio in Tunisia sarebbero il modo con il quale la CPL Concordia, cooperativa con 1.800 addetti, avrebbe corrotto il sindaco di Ischia, Giuseppe “Giosi” Ferrandino (Pd), arrestato nell’inchiesta della procura di Napoli condotta dai carabinieri del Comando Tutela Ambiente. In cambio il sindaco aveva assegnato la metanizzazione dell’isola alla cooperativa vicina da D’Alema.

Per la procura: “Ferrandino era diventato una sorta di factotum al soldo della CPL”. Dove ci sono Pd e cooperative, c’è corruzione.

I dirigenti della cooperativa avrebbero fatto “sistematico ricorso ad un modello organizzativo ispirato alla corruzione che li ha portati ad accordarsi non solo con i sindaci, gli amministratori locali e i pubblici funzionari, ma anche con esponenti della criminalità organizzata casertana e con gli amministratori legali a tali ambienti criminali”.

L’11 maggio del 2014 la CPL ha sponsorizzato la presentazione a Ischia del volume Non solo euro di D’Alema. Una pietra miliare della letteratura: è così che le coop e le multinazionali comprano i politici. Parlando al telefono con il sindaco, candidato Pd alle elezioni europee (risulterà primo dei non eletti con oltre 80mila preferenze), Simone sottolinea l’importanza dell’evento: “… sotto la campagna elettorale faremo una cosa…”. E poi: “… questo pure è un segnale forte che ti appoggia tutto il partito…”.

Il giorno prima, ancora a Ischia, la moglie di D’Alema presenta i suoi vini. Subito acquistati dalla CPL nel numero di 2.000 bottiglie. È lo stesso Simone ad ammetterlo: “Fu Massimo D’Alema in persona, in occasione di un incontro casuale tra me, lui, il suo autista e il presidente della cooperativa Casari, a proporre l’acquisto dei suoi vini”. A ‘proporre’.



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