Marocchino di ISIS in Italia: “Farò ricorso, è solo Islamofobia”



“Farò ricorso contro l’espulsione”, dice Oussama Khachia, marocchino di 30 anni allontanato dall’Italia perché simpatizzante e attivo nella propaganda pro Isis. Il giovane è stato intervistato in Marocco, casa sua, da Varese News.

E l’immigrato di seconda generazione dice:”Il Califfato unisce i musulmani e fa ritornare la Giustizia divina sulla Terra si eliminano i confini e si eliminano tutti i dittatori arabi che piacciono tanto all’Occidente”. Sembra di sentire l’architetto a tempo perso Fuksas.

Poi: “Verrà applicata la sharia islamica. Non esisteranno più le leggi fatte dall’uomo e non ci potrà esser corruzione. Non ci sono immunità né tantomeno amicizie. Quindi stiamo parlando della fine della democrazia”.

“Il Khalifah Ibrahim (quello che lo chiamano Califfo) ha invitato tutti i musulmani del mondo a emigrare nel Califfato, nello stato dei musulmani, uno stato che non applica la dementocrazia ma la Sharia, quindi è obbligatorio per i musulmani emigrare nello Stato Islamico. Sopratutto dottori, medici, ingegneri e posizioni alte. C’è tanto da costruire, costruire, non c’è solo il combattimento. Bisogna aiutarci tra fratelli”. Lui però stava in Italia. Perché il Califfato è ovunque ci siano islamici.

“L’Isis è lo specchio dell’occidente in alta definizione, sta proponendo in HD quello che l’Occidente ha fatto ai musulmani dal 1924 fino ad oggi. Colonizzazione francesi, inglesi e invasioni statunitensi, russe hanno contribuito ad alimentare questa scintilla che è poi scoppiata in Iraq. L’Isis sta liberando i paesi musulmani dai pupazzi occidentali è per questo che lo si vede come un esercito nazista, perché nonostante abbia tutti i criminali di guerra del mondo contro, avanza e si rafforza. In ogni guerra vi sono atrocità. Anche a noi ci fa paura la democrazia, perché dietro a questa parola si nascondono i più grandi di crimini commessi nel ventesimo secolo. Compreso il milione di musulmani uccisi dai marines in Iraq per colpe che non hanno mai avuto”.

Io volevo “fare da tramite. Il filo bianco che cuce le 2 stoffe. Altrimenti un reporter della seconda generazione, controinformazione indipendente nel senso che non tirerei l’acqua al mio mulino ma, come è già capitato in passato, mi occuperei di smentire notizie false arrivate dal Medio Oriente”.

“Qualsiasi cosa succede nel Medio Oriente, i primi a pagarne il prezzo sono i musulmani. Leggi speciali, carceri speciali e clima insopportabile. Dopo i fatti di Charlie Hebdo in Francia dopo 3 giorni si sono registrati 50 attacchi ai musulmani e ai luoghi di culto. Per risolvere il problema della radicalizzazione bisogna guardare al passato e farsi un bagno di umiltà e un esame di coscienza. Tanti vengono radicalizzati da Hollande, Bush, Blair e non certo per il personaggio del 2014”.

“I video delle decapitazioni sono verissimi. Possiamo esser d’accordo o meno. Però, come dicono gli analisti che seguono il conflitto, sono efficaci. Due giapponesi hanno fatto ritirare il Giappone dall’alleanza. il governo è in crisi e l’opinione pubblica giapponese non è certo quella provinciale e bigotta come quella nostrana, quindi è in linea contro Shinto Abe e non biasima lo Stato Islamico”.

“La decapitazione di Foley è avvenuta dopo che USA hanno tradito i patti con L’Islamic State. Mi spiego meglio. Gli USA affermano di non trattare con i terroristi ma per un sergente americano hanno fanno uno scambio 5 talebani. Per Foley c’erano contatti e patti. La madre, Diane Foley aveva la speranza che fosse liberato il figlio, mentre il pentagono ha dato il via ad una missione segreta per liberare James senza avvisare la madre. Così fallì la missione e furono uccisi durante l’operazione notturna 11 musulmani tra cui 5 combattenti dello Stato Islamico, firmando così la condanna di James Foley”. Per questo”Ogni persona con cervello informata direbbe che che ad aver ucciso Foley sia stato il suo stesso governo, che tratta con i terroristi solo a giorni dispari. Infatti le ultime parole di James sono chiavi di lettura della drammatica vicenda. Per Foley fu richiesta la scarcerazione di Afiya Siddiq (dottoressa) catturata e imprigionata tuttora in Texas. Quindi scambio di prigionieri. Mentre il traditore è colui che tradisce i patti e mette a repentaglio la vita dei suoi cittadini e si assume tutte le responsabilità. Ecco, condanno chi tratta e poi a metà strada tradisce”.

“A Varese – dice – mia sorella però una volta è stata malmenata mentre andava a lavorare. Per il velo, così ingiustamente durante un clima teso d’islamofobia mentre andava a lavorare”.

Hanno imparato bene la storiella che i media di distrazione di massa hanno loro imboccato: quando sei in difficoltà, tira fuori la il jolly razzismo.

Infine una considerazione: si è potuto espellerlo perché non ha la cittadinanza italiana. Se ci fosse oggi lo Ius Soli che vogliono Renzi e Al Fano per chi studia in Italia, lui sarebbe ‘italiano’, e sarebbe rimasto qui: a fare propaganda per ISIS.



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