CHOC: Governo Afghano, Imam e Polizia approvano il linciaggio della donna



AMBASCIATA ITALIANA NON CONDANNATA IL BRUTALE OMICIDIO

KABUL – Il più importante Imam afgano e un funzionario di polizia hanno difeso il linciaggio di una donna nel centro di Kabul, da parte della folla, dopo che la vittima era stata accusata di avere danneggiato un Corano. Il corpo della donna è stato dato alle fiamme e gettato sulle rive del fiume principale di Kabul.

Durante la preghiera del venerdì in una moschea di una zona ricca e colta di Kabul, il religioso ha detto si devoti che la folla aveva tutto il diritto di difendere le proprie convinzioni musulmane a tutti i costi: “Io avverto il governo di non arrestare chi ha fatto questo, perché ci sarebbe una rivolta”, ha aggiunto il religioso della moschea Wazir Akbar Khan.

Un afgano si è vantato su Facebook di avere partecipato al linciaggio, dicendo che “le persone pie di Kabul, me compreso, l’hanno uccisa e poi bruciata. Il suo posto è all’inferno.”

Un portavoce dell’ufficio del capo della polizia di Kabul ha giustificato l’uccisione, dicendo che la donna aveva deliberatamente insultato l’Islam: “Pensava, come molti altri credenti, che questo tipo di azione e di insulto li farà ottenere la cittadinanza deli Stati Uniti o di qualche paese europeo. Ma prima di raggiungere il loro obiettivo, hanno perso la vita”, Hashmat Stanekzai ha scritto sulla sua pagina Facebook.

Anche il governo afghano – alleato e finanziato anche dall’Italia – ha detto che “condanna con forza qualsiasi azione che provoca mancanza di rispetto per il Sacro Corano e i valori islamici”.

Nessuna missione diplomatica – italiana compresa – ha condannata l’uccisione, avvenuta a breve distanza dal quartiere diplomatico.

Heather Barr di Human Rights Watch ha esortato le ambasciate straniere, che spesso rapidamente condannano la violenza legata ai talebani, di denunciare pubblicamente l’attacco, per “mettere in chiaro che questo tipo di completa mancanza di stato di diritto rappresenta un fallimento scioccante”.

Assad è cattivo, perché non è servo di Washington. Il governo di Kabul è buono, perché è servo di Washington. Questa è l’unica cosa che conta per i governi e i media di distrazione di massa occidentali. Che poi quello di Kabul sia a livello di ISIS e per nulla differente dai Talebani che combatte solo per questioni di potere, non frega a nessuno.

E non frega nemmeno alle femministe a scoppio ritardato, quelle del ‘corpo della donna’.


Lascia un commento