Se lo chiede anche il Pd: ‘Perché abbiamo tagliato per finanziare circolino gay?’



Cassero«Non trovo una sola ragione, per cui questa roba debba aver luogo in una sede del Comune e finanziata coi soldi di tutti»: così Raffaella Santi Casali, consigliere comunale del Pd di Renzi, ha liquidato su Facebook la manifestazione «Venerdì credici» promossa, con tanto di «Sbattezzo Point», presso il Cassero, sede dell’Arcigay bolognese. L’esponente politico non capisce per quale motivo siano stati imposti tagli al welfare, ai minori, agli anziani ed ai disabili, lamentando problemi di bilancio, per poi finanziare iniziative disgustose e sacrileghe come questa. Ma la Sinistra è divisa: da una parte c’è chi sta con Santi Casali, come il suo collega di partito Giuseppe Paruolo, consigliere regionale, ed il segretario del Pd di Bologna, Francesco Critelli, che ha intimato al Cassero Lgbt di «chiedere scusa e assumersi le sue responsabilità». Dall’altra, invece, c’è chi, come Franco Grillini, presidente di Gaynet, è decisamente contro: «La polizia religiosa dei nostri ayatollah va in Procura – ha dichiarato – per chiedere la chiusura del Cassero per una banale satira contro l’oppressione religiosa». Banale? Oppressione? Espressioni, che mostrano sino a che punto possa giungere la dittatura dell’ideologia.

Indubitabilmente blasfeme sono state le immagini mostrate a «Venerdì credici». Una di queste, riprendendo una vignetta di Charlie Hebdo, ha deriso pesantemente la Passione di Cristo. Tanto da scatenare l’immediata reazione del Card. Carlo Caffarra, che in un proprio comunicato ha dichiarato essere l’accaduto «un insulto di inarrivata bassezza e di diabolica perfidia a Cristo in Croce. Non si era ancora giunti a un tale disprezzo della religione cristiana e di chi la professi da irridere, tramite l’abominevole volgarità dell’immagine, persino la morte di Gesù sulla Croce», osservando, tra l’altro, il «tempismo, che vede in contemporanea il teatrino del Cassero profanare il dramma del Calvario e sulle sponde del Mediterraneo la demolizione delle croci e di ogni simbolo cristiano delle chiese assaltate dall’Isis». Davvero un triste contrasto: «Ci si domanda – conclude sua Eminenza – a che titolo l’istituzione comunale possa concedere in uso gratuito ambienti pubblici a gruppi, che li utilizzano per farne luogo di insulto e di dileggio». Dello stesso tenore anche le dichiarazioni del Vescovo ausiliare emerito di Bologna, mons. Ernesto Vecchi, che ha definito il tutto «vergognoso, il modo migliore per far venire le bandiere nere».

Anche il capogruppo di Forza Italia, Michele Facci, si è chiesto se non sia «ora di smetterla di far passare per cultura qualunque cosa». Così, il suo partito ed il Nuovo Centrodestra han deciso di denunciare l’accaduto in Procura. Sulla stessa linea Forza Nuova.

Le vibrate reazioni critiche, questa volta giunte trasversalmente da destra e da sinistra, hanno messo il Cassero Lgbt sulla difensiva, costringendolo a dirsi – sfrontatamente – discriminato e perseguitato. L’amministrazione municipale di Bologna, tuttavia, ha preso le distanze dallo spettacolo blasfemo: per capire se tale rammarico sia o meno sincero, basterà attender maggio, quando il Comune dovrà decidere se rinnovare o meno la convenzione per la sede al Cassero Lgbt, sede oggi concessa in forma del tutto gratuita. Contraria in merito è Lucia Borgonzoni della Lega Nord. Staremo a vedere…

In collaborazione con: nocristianofobia.org


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