Codacons lancia colletta per evitare il carcere al rapinatore Rom



 

UDINE – Finora hanno pagato il Codacons, la Caritas e altri disadattati dell’integrazione. Ma adesso, di fronte al distacco della corrente elettrica e alla chiusura dei rubinetti del gas, queste fantomatiche associazioni chiedono ai cittadini “Aiutiare Mario Levacovich e la sua famiglia attraverso una colletta, che gli permetta di saldare i propri debiti e uscire dal carcere”.

Roba da matti.

L’appello arriva da Vitto Claut, avvocato di Pordenone e presidente del Codacons, che starebbe per ‘Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori’. E chiede la colletta per il delinquente zingaro.

Perché, altrimenti, il delinquente deve tornare in carcere, visto che senza corrente il braccialetto elettronico dello zingaro di 48 anni non funziona.

Levacovich era stato arrestato dai carabinieri in dicembre, per una serie di furti in abitazione, messi a segno nell’arco di un mese e mezzo appena, tra Martignacco, Tricesimo, Porpetto, Gemona e Fagagna, insieme ad altri due complici. Il Riesame di Trieste, sempre tanto caro con i delinquenti, gli aveva concesso la misura meno afflittiva dei domiciliari, a condizione di indossare il braccialetto elettronico. A seguito del mancato pagamento di sei bollette alla Green Network, gli era stata tagliata la fornitura. E insieme agli elettrodomestici, aveva cessato di funzionare anche il braccialetto. Da qui, il suo ritorno alla casa circondariale, nella quale è un habitué ormai da anni.

«Quella di Levacovich e della sua compagna Cinzia Braidich – spiega il bizzarro Claut – è una delle famiglie con particolari disagi economici che il Codacons segue, insieme ad altre realtà, tra cui la Società di San Vincenzo de Paoli, l’associazione Terra agli ultimi emarginati, Cericot e, naturalmente, la Caritas. Non appena ricevuto il mandato a rappresentarli con enti pubblici, nel novembre 2013, abbiamo chiesto un incontro con i Servizi sociali del Comune, affinchè li prendessero in carico. Ebbene, – continua – a tutt’oggi non c’è stato ancora un riscontro. E la signora Braidich sta ancora attendendo anche un contributo sociale di 500 euro chiesto al Comune per il 2014». Lo dice sul serio, contributi ai rapinatori.

Queste presunte associazioni dei consumatori sono, in realtà, una ennesima incarnazione di associazioni vicine al PD.


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