L’indiana che non sa l’italiano è diventata ‘italiana’, grazie ad Al Fano



L’indiana che non conosce l’italiano è diventata ‘italiana’. Sulla carta. Hpotuto giurare in Comune.

Alla fine ha vinto l’ideologia che vede la cittadinanza come una porta girevole. Non solo un’indiana che non sarà mai italiana lo può diventare a causa di quella aggiunta allo Ius Sanguinis inserita da un Parlamento di corrotti – quello del ’91/92 – ma lo può divenire anche se non conosce la differenza tra l’italiano e l’esquimese.

Paolo Mazzucchelli, sindaco di Cairate, in provincia di Varese, ed esponente della Lega Nord, aveva provato ad impedire all’immigrata indiana di prestare giuramento per diventare italiana, ma oggi la connazionale di chi tiene prigionieri i marò si è potuta presentare in Comune e recitare a pappagallo senza comprenderne il significato la demenziale tiritera: “Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato”. Le stesse parole pronunciate, in francese, dagli stragisti di Charlie Hebdo.

Il sindaco ha delegato la pagliacciata ad un consigliere comunale.

“Voglio essere coerente con la mia posizione – ha spiegato Mazzucchelli -. Questa signora non sa parlare italiano e non ritengo quindi che sia integrabile nella nostra comunità. Il prefetto ha deciso che può giurare nelle mani di un altro consigliere comunale, rispetto questa decisione, ma per me quanto accaduto è l’esempio di come in questo paese non si voglia una vera integrazione”.

L’integrazione è genocidio con altri mezzi. E se, come giusto, conoscere l’italiano dovrebbe essere una condizione minima, non è comunque sufficiente: vivere qualche anno in un luogo ed apprenderne la lingua non fa di un italiano un ghanese. E viceversa. Un gatto che vive in un canile diventa, per caso, un cane?



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