Nuovo record per il ‘pesce migrante’ che devasta le specie autoctone

Condividi!

E’ stato pescato dai gemelli Dino e Dario Ferrari sul Po, pesa 127 Kg ed è lungo 267 cm, si tratta del pesce ‘migrante’ per eccellenza: il Silurus glanis, volgarmente il pesce siluro.

La sua immissione nell’ecosistema dei fiumi italiani (soprattutto del nord) è avvenuta quando la situazione ambientale era già compromessa dalla canalizzazione e dalle bonifiche, che avevano eliminato canneti e le zone di acqua bassa nei corsi più imponenti, molto importanti ai fini riproduttivi per numerose specie autoctone.

La scomparsa dello storione provocata dalla realizzazione di numerose dighe, e la lenta uscita di scena del luccio, hanno favorito notevolmente l’insediamento del siluro nelle acque italiane. L’introduzione di altre specie alloctone, come il carassio e la breme, ha fatto il resto, fornendo abbondanti risorse trofiche a questo grande predatore (da non dimenticare che nel Po è quasi esclusivamente piscivoro e che i suoi tassi di accrescimento sono sensibilmente maggiori che nelle zone di origine. A causa delle sue elevate dimensioni è alla sommità della catena alimentare.

Sembra un po’ di leggere altri esempi di ‘immissione di individui estranei ad un ambiente’. Quando una popolazione estranea viene immessa in un ecosistema, questa può nuocere gravemente alle popolazioni presenti: fino alla loro estinzione.

In molte zone sono stati presi provvedimenti per salvaguardare le specie autoctone, vietando ai pescatori la reimmissione in acqua del pesce siluro. Sarebbe da ampliare questi provvedimenti anche oltre i fiumi…

 




Lascia un commento