RAMELLIAMICO

Vi presentiamo l’amico di Facebook di Greta Ramelli – FOTO

IL ‘GUERRIGLIERO’, IL TERRORISTA DI ISIS E LA SVAMPITA

 

Vi presentiamo gli amici di Facebook di Greta Ramelli, una delle due ragazze italiane ‘rapite’ in Siria dai terroristi islamici di Al Nusra.

La signorina ha come amico, tal Muhanned Issa, non propriamente un tipino raccomandabile:

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Tra gli amici di Issa, c’è infatti anche un ‘combattente’ di ISIS, bandierina in alto a sinistra della foto che segue, oltre ad altri tipi che festeggiano la strage di Parigi:

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L’amico di Issa che combatte con ISIS, mesi fa ha postato la ‘divertente’ foto che segue, e che potete trovare sul suo Profilo:

RAMELLIAMICO

Insomma, ci troviamo davanti a qualcosa di brutto, molto brutto. Significa che Ramelli ha legami con i terroristi di ISIS? Non lo sappiamo. Quel che è certo, è che non ha fatto attenzione ad un meccanismo molto pericoloso che ha messo in moto con le sue cattive frequentazioni.

Se questo è stato fatto in buona o in mala fede, è compito della magistratura accertarlo.

Questi individui non sono ‘i civili siriani bisognosi di aiuti’, sono ‘altro’.


NOTA – Tutto questo potete verificarlo cliccando sui link ai profili segnalati

Altri combattenti di ISIS presente tra le amicizie: LINK – LINK


 

Queste frequentazioni non sorprendono, visto che le due ‘rapite’ gestivano, insieme ad una ‘boldrini’ – tal Stefania C., detta “Titti”, 39 anni, appartenente all’Unhcr (agenzia Onu per i rifugiati), al para-terrorista Yasser Mohamed Tayeb (pizzaiolo nato ad Aleppo e residente ad Anzola dell’Emilia) e a Nawal Soufi un traffico di clandestini che dalla Siria portava alla Svezia attraverso l’Italia.

Da Catania all’Emilia Romagna, passando per Milano.

In una telefonata del 28 luglio scorso, il siriano e la traditrice: “Lei: ‘Hanno preso le loro impronte?’. Yasser: ‘No’. Lei: ‘Meglio così…. Dì ai tuoi parenti di strappare tutto quello che riguarda l’Italia (foglietti, biglietti dell’autobus, eccetera) in modo che, se dovessero fermarli, possono dire di essere stari fermati ad esempio in Austria, in questo modo li rimanderebbero in Austria e non in Italia, il che sarebbe un problema… Dove dovete andare?’. Yasser: ‘In Svezia. Attualmente sono accolti alla Fondazione Carlo Gnocchi di Milano…”. Annotarsi il nome della Fondazione.

Stefania C. dice di aver conosciuto Tayeb sui social network dedicati alla Siria, dove l’uomo si presentava solo con il nickname “Mirko”. Tayeb – secondo l’Antiterrorismo – è parte di un gruppo di siriani insediati nel Bolognese che svolgono “attività di supporto a gruppi di combattenti operanti in Siria – si legge nell’informativa – contraddistinti da un’ideologia jihaadista” .

Nell’informativa dei ROS: “All’inizio i due si scambiano gli auguri. Yasser spiega di avere dei parenti… che vorrebbero partire. Poi chiede alla donna se conosce qualcuno che possa aiutarli…”. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i parenti di Yasser sono tra i superstiti al naufragio avvenuto nel Canale di Sicilia il 19 luglio scorso, quando in mare sono morte 180 persone. Yasser dice alla donna che si tratta di “una famiglia siriana di buon livello, trasferitasi in Egitto pensando di vivere lì, ma che poi aveva perso tutto. Undici persone più due ragazzi”. Stefania C. risponde così: “Io vi suggerisco il treno, è meno rischioso. L’unica fregatura è che potrebbero fermarvi. Ma se vi fermano al massimo vi rimandano indietro”. Poi la donna chiede: “Hanno i documenti?” . “ Dovrebbero avere i passaporti – risponde il siriano – ma non so bene ”. Stefania C. dice: “Posso procurarvi i biglietti con le tratte e i costi del treno per la Svezia. Vi fornirò la tratta meno rischiosa, ma attenzione: i controlli sono ovunque”.

La neo-boldrini ha conferma la conversazione in una intervista al Fatto: “Non ho commesso nessun reato, non ho detto a Yasser di infrangere la legge, anche se la trovo ingiusta. Ho dato consigli che danno tutti gli operatori del volontariato in tali casi. È vero: ho detto di strappare le carte che riguardavano l’Italia per evitare che fossero rimandati qui. Perché da noi ci sono leggi sull’immigrazione troppo penalizzanti rispetto al resto d’Europa”. Troppo penalizzanti.

Purtroppo non ci è stato possibile recuperare il nominativo completo di Stefania C.
Se qualcuno è a conoscenza del cognome: redazione@voxnews.info

Con tutte le gravi vicende che riguardano queste due legalmente non illibate signorine, c’era bisogno di inventarsi quella volgare notizia che da giorni circola sul web? No.

E allora ci viene il dubbio che sia stata creata proprio per sminuire le notizie vere.


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