Giubbotto catarifrangente per “profughi” a zonzo di notte. Ma per la Cgil è ‘rassismo’



NON SI PUO’, E’ “RASSISMO”. MEGLIO GLI INCIDENTI

Ormai l’ex sindacato dei lavoratori riesce a superare in follia xenofila persino il Pd.

La prova arriva da Flumeri, un comune sito in Campania, nel quale sono attualmente ospitati diversi dei cosiddetti ‘profughi’ ( in realtà, semplici clandestini mantenuti).
Come sa chi ha vissuto in paesi che hanno avuto la stessa “fortuna”, le masse di ‘profughi’, prevalentemente africani, hanno l’abitudine di andare a zonzo tutto il giorno; compresa la notte.
Si genera così un vero e proprio pericolo per la circolazione stradale. Gli immigrati, infatti, camminano a piedi senza una gran cognizione dello spazio circostante e per di più, essendo africani, sono difficilmente visibili nelle strade meno illuminate.

Tale problema è ben noto nel suddetto paese, e come spiega il sindaco Lanza: “Più di un cittadino ce l’ha segnalato, soprattutto lungo la strada dove alloggiano gli immigrati, teatro anche di incidenti mortali.”

Per ovviare, dunque, a questo problema di ordine pubblico, il Comune ha emanato un’ordinanza che obbliga i vari ospiti di questi centri a utilizzare un giubbotto catarifrangente, quando si muovono di notte.
Ma si può oramai risolvere almeno un problema generato dalla presenza di immigrati, in Italia, senza che il gruppo xenofilo di turno starnazzi: ‘rassismo’? Certo che no. Così ecco levarsi alta la voce del solito presunto sindacato,la Cgil, tramite le parole della segreteria provinciale:
“Si tratta di un atto discriminatorio e folcloristico, serve altro per aiutare gli immigrati”.
Insomma, niente da fare neanche stavolta. Sarebbe meglio morire tentando di non investire un africano, o magari anche rischiare di ammazzare l’africano stesso, piuttosto che ‘discriminarlo’. Non siamo in una società organizzata, in cui devono esistere anche obblighi da seguire per evitare danni al prossimo e a sé stessi, evidentemente.

Logicamente, l’unico vero ‘problema’ che bisogna risolvere, secondo la Cgil, riguarda il vitto e l’alloggio offerto ai sedicenti profughi, giudicato inadeguato. Pochi giorni fa, del resto, l'(ex) sindacato aveva organizzato nella zona irpina un sit-in di proteste di ‘migranti’, contro l’assistenza “non all’altezza” offerta nelle strutture.
Ci vogliono più soldi alle coop magari, per gestire così l’eterna emergenza di profughi di guerre che, come l’isola di Uncino, ‘non ci sono’.

Come al solito, c’è un modo per evitare che vi siano incidenti stradali come quelli discussi nell’articolo, e che i clandestini ricevano un mantenimento, evidentemente non adeguato alle loro ‘richieste’: difendere i confini, e smettere così di fare gli interessi di coop e finti profughi, a scapito dei cittadini onesti.



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