Albanesi mandano i figli in Italia a farli mantenere da noi: si fingono ‘profughi’

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Arrivano troppi minorenni albanesi a Bologna, che il Comune è costretto ad accogliere e stipendiare con una diaria di circa 80 euro al giorno. E il sindaco si è accorto che, forse, è tutta una truffa.

Il loro viaggio «è stato finemente organizzato con la famiglia di origine che ritiene di non poter permettere ai figli di studiare e/o lavorare nel paese d’origine». Talvolta «sono i genitori ad accompagnare i figli fino alla questura di Bologna risolvendo così il problema dei controlli alla frontiera». In altri casi «sono i giovani stessi a rivolgersi alle forze dell’ordine accompagnati da “conoscenti” incontrati per strada». Di solito hanno passaporto valido, timbrato in uscita in Albania e in entrata a Brindisi.

Tra i mezzi di trasporto utilizzati «più volte viene citato un pullman in partenza da Elbasan», ma «non mancano ingressi in aereo a Bologna o Firenze».

«I ragazzi si presentano dopo svariati giorni rispetto all’ingresso in Italia, ospitati da connazionali in attesa “che si liberi un posto”. È frequente che, dopo alcuni giorni in centri di pronta accoglienza, ai ragazzi giunga, tramite corriera, una valigia contenente vestiti ed effetti personali, a volte anche cibo». Vuol dire che sono i genitori stessi che organizzano il traffico.

 

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«Si mostrano insistenti e assumono un atteggiamento di pretesa sia con la comunità di pronta accoglienza sia con il servizio sociale». I parenti rintracciati si rifiutano di accoglierli. «Nessuno di loro accetta il rimpatrio volontario», scrive il comune di Bologna. Il motivo è chiaro: vogliono «studiare e lavorare nel nostro paese e inviare risorse economiche alle famiglie di origine. Non presentano particolari vulnerabilità psicologiche e sembrano avere chiaro l’obiettivo da raggiungere. I racconti riferiti alla migrazione e alla famiglia di origine sono molto omertosi e seguono una traccia prestabilita e definita, sicuramente concordata, che difficilmente si riesce a incrinare».

L’ondata migratoria dall’Albania non si spiega «per eventi geopolitici in corso», al punto che Merola non esclude «una tratta di esseri umani». È vero che «gli enti locali hanno il dovere di accogliere i soggetti minorenni non accompagnati, ancor più se di nazionalità straniera»; tuttavia questi interventi si trasformano in «strumento indirettamente volto a favorire traffici illeciti o quantomeno ingressi non retti da effettivi stati di bisogno».

Perché ‘ancor più se stranieri’? Solo uno del Pd poteva scrivere una frase di simile odio per la propria gente.

 

Questa tratta avviene perché il nostro governo ha tolto la necessità di visto d’ingresso agli albanesi, che così fanno entrare i loro figli in Italia come andassero a Durazzo. E voi li mantenete: ad 80 euro al giorno. Più le tasse scolastiche che versate per loro.

Per quale motivo, questi minorenni non vengono messi sotto la responsabilità dell’ambasciatore albanese e rispediti a Tirana? Perché il governo italiano è un governo di dementi, tutti da impiccare al palo più alto.