Centri sociali vandalizzano Presepe



BruxellesE’ una scena che ferisce in ciò che una persona custodisce di più intimo e prezioso ovvero la propria fede ed i suoi Valori: vedere due attiviste del Collettivo anonimo, gruppo autodefinitosi farneticamente «anarchico-poetico», colpire ripetutamente le statue del Presepe allestito sulla Grand-Place di Bruxelles segna nel profondo per l’inutile e stupida dissacrazione, che comporta tale gesto non solo vandalico, bensì sacrilego. Preceduto dalla solita provocazione ideologica, l’esposizione di uno striscione recante uno slogan, il cui senso, reso in un linguaggio più urbano, suona più o meno: «Truffa i poveri».

E’ quanto avvenuto lo scorso 2 dicembre. Le autrici dell’efferato gesto, travestitesi peraltro da poliziotte, sono state arrestate dagli agenti, quelli veri. Cui han dichiarato d’aver agito in segno di denuncia e di protesta contro il governo Michel: «Abbiamo proceduto all’espulsione di una famiglia povera, probabilmente rifugiati clandestini, accovacciati insolentemente sul suolo della nostra cara Grand-Place», recita un loro delirante comunicato, riferendosi alle statue di San Giuseppe e della Madonna, colpite a manganellate. Dopo aver spostato quella di Gesù Bambino. Aggiungendo poi una serie di recriminazioni tipiche dell’antagonismo classico no global contro l’esecutivo per la politica del lavoro adottata, contro le multinazionali e contro la criminalizzazione dei centri sociali.

Commenta in merito il giornale on line DirectMatin.fr: «E’ ormai divenuto un vero e proprio rituale in tempo di Avvento: i presepi di Natale finiscono nel mirino dei fautori europei d’un laicismo radicale. Da Bruxelles alla Vandea [dove la magistratura ha costretto a smantellare la Natività, allestita nella sede del Consiglio Generale: si legga qui -> NdR], le ostilità sono cominciate». Vanno fermate. Possibilmente prima che possano portare a compimento simili, dissacranti messe in scena.

In collaborazione con: nocristianofobia.org


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