Emergenza Scabbia in Questura Pistoia, dopo arrivo ‘profughi’



PISTOIA – Allarme scabbia alla questura di Pistoia, dopo l’arrivo in città di altri clandestini inviati dalla Sicilia. Tra gli eritrei portati negli uffici della Scientifica e dell’Immigrazione per le formalità di rito, ai successivi controlli medici sono risultati casi di scabbia.

Prima di essere portato negli uffici di via Macallè il giovane era già stato sottoposto ai controlli sanitari all’Asl di viale Matteotti, il che descrive bene la superficialità dei controlli.

«Questa organizzazione sindacale – lamenta il segretario del COISP Rovito – in più occasioni aveva già denunciato la mancanza delle elementari norme di salvaguardia e di tutela sanitaria del personale che viene impiegato in occasione dell’arrivo in provincia di profughi provenienti dai centri di prima accoglienza. Infatti non sono rari i casi di contagi che hanno colpito il personale venuto a contatto con immigrati giunti in varie province italiane per essere ospitati nelle strutture messe a disposizione per tale esigenza».

«Questa volta – prosegue il segretario del Coisp – l’allarme contagio è scattato per il personale della questura di Pistoia. Infatti, nel pomeriggio di venerdì 21 novembre è giunto un gruppo di profughi provenienti dall’Eritrea, e come prassi queste persone sono state ricevute negli uffici dell’Immigrazione e della Scientifica per l’iter previsto in queste occasioni. Qui la terribile scoperta. Una di queste persone è affetta da scabbia, malattia che si trasmette con il contatto diretto della pelle e addirittura toccando gli stessi oggetti».

Rovito quindi punta il dito: gli immigrati che vengono accolti nei centri di prima accoglienza per poi essere smistati in altre località, non dovrebbero essere sottoposti a monte a controlli sanitari per scongiurare qualsiasi diffusione di malattie infettive?

«Anche la salute dei poliziotti e delle loro famiglie merita la giusta considerazione: non si può mettere così banalmente a rischio. Evidentemente per qualcuno non è così. Oppure i controlli a cui sono state sottoposte queste persone sono stati fatti in modo superficiale, tali da non garantire la sicurezza degli operatori di polizia che sono venuti in contatto con la persona affetta dalla scabbia». Il segretario del Coisp conclude augurandosi che vengano subito attivate le procedure sanitarie per tutelare i poliziotti che in qualsiasi modo si sono trovanti a contatto con il gruppo di immigrati giunti il 21 novembre in questura.


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