Caso Stormfront: parla il dissidente Mirko Viola



L’intervista integrale pubblicata dal sito Repubblica.it del dissidente Mirko Viola, 455 giorni di carcere per ‘psicoreato’:

D – Mirko Viola lei è stato condannato a due anni e 8 mesi per associazione a delinquere finalizzata ad aver promosso e diretto un gruppo finalizzato all’incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali attraverso il sito internet Stormfront. E’ la prima condanna in Italia per un’associazione a delinquere sul web. Qual’era il progetto che lei e gli altri tre condannati volevate mettere a segno?

R – Non conoscevo i miei coimputati, a parte Daniele Scarpino in maniera superficiale (siamo entrambi di Milano e ci siamo visti due volte)… degli altri due non conoscevo nemmeno il nome, li ho visti per la prima volta in tribunale, ne consegue che non stavo progettando nulla e che mai mi sarei “associato” con perfetti sconosciuti.
Il giudice di “prime cure” ha sentenziato che in un imprecisato futuro avremmo commesso un numero “indefinito di reati” e che stavamo “ponendo le basi di un pericoloso gruppo eversivo”, ergo nei fatti: nessun reato commesso, nessun gruppo eversivo esistente, nulla di nulla, siamo stati condannati in base a fantasiose congetture, in quale maniera avrei diretto il gruppo di sconosciuti? con la telepatia? e quali sarebbero questi reati che il gruppo di terroristi stava organizzando? Stampare e appiccicare sui muri adesivi con scritto “Ama il tuo popolo”?
Nella sentenza di appello (che ha ridotto la pena) si legge quanto segue: “gli imputati hanno concentrato la propria attenzione sui profili più strettamente propagandistici piuttosto che su quelli di istigazione alla violenza”, quindi nessuna violenza o istigazione, vedremo cosa stabilirà la cassazione.

D – Eppure nelle carte del procedimento che la riguardano si legge che, attraverso il sito nazionalfascista Stormfront voi non solo diffondevate <idee fondate sulla superiorità della razza bianca, sull’odio razziale ed etnico> ma incitavate <a commettere atti di discriminazione e di violenza per motivi razziali ed etnici>.

R – Stormfront non è un sito fascista, gli utenti di stormfront sono delle più diverse estrazioni politiche e ideologiche. Personalmente non odio nessuno in base alla “razza”, non sono un “suprematista razziale” e non sono una persona violenta, odio la violenza in ogni sua forma, aggiungo che considero la legge Mancino un’aberrazione giuridica, una legge ipocrita, scritta da ipocriti, promulgata da ipocriti ed applicta da ipocriti: nessuno andrebbe arrestato per le sue idee… al limite ho istigato la gente a pensare, questo è il mio solo reato… l’arresto e la custodia cautelare in carcere, su una fattispecie di reato presunta, per giunta senza flagranza e senza che nemmeno si possa ascrivere con certezza la sua consumazione, nella mia infinita ignoranza in materia giuridica, mi pare si possa configurare come un abuso e sono convinto che tutti quelli che hanno seguito questo caso lo abbiano capito da tempo.

 

D – Il giudice che vi ha condannato si è soffermato su alcuni argomenti trattati su Stormfront e indicati dal pm Tescaroli. Gliene elenco alcuni: la vicenda relativa all’onorevole Fiano, la pubblicazione della lista delle Comunità Ebraiche in Italia, la vicenda relativa all’assalto dei senegalesi a Firenze, quella della cominutà rom di Pescara e quella relativa a Riccardo Pacifici.

R – Ognuno dovrebbe rispondere personalmente di quello che ha scritto, detto o fatto, Stormfront era un forum, io ero un semplice utente, dovrei essere forse ritenuto responsabile di quello che scrivevano altri? Non ho mai minacciato Fiano, Pacifici o altri, figuriamoci (io ero forse l’unico utente in quel forum NON anonimo, firmavo i miei post con nome e cognome)… non ho mai partecipato a discussioni in cui si facevano “liste” che sono comunque facilmente reperibili su wikipedia o negli stessi siti ebraici… insomma, su Stormfront si commentavano fatti e notizie, ognuno esprimeva LIBERAMENTE la propria opinione, probabilmente questo ha irritato qualcuno.

D – Quanto alla traduzione dei Diari di Turner?

R – Un libro venduto in tutto il mondo e acquistabile online o nelle librerie italiane in lingua inglese, ritengo aberrante che la traduzione di un libro possa essere considerata un reato. Esiste forse una lista di libri proibiti che non si possono leggere o tradurre? Dove posso trovare questa lista?

D- Quanti giorni di carcere ha fatto Mirko Viola?

R – 455 (considerando anche qualche mese ai domiciliari)

D – Chi è Mirko Viola?

R- Un disinfestatore incensurato di 45 anni, un padre, una persona libera che ha liberamente espresso il suo pensiero e che è stata arrestata per questo.

D – Com’è arrivato lei in Stormfront e quale era il suo ruolo all’interno del gruppo?

R – Stormfront è un forum, io ero un semplice utente che si è iscritto (chiunque poteva farlo) e che ha postato messaggi, non c’era alcun gruppo organizzato e di conseguenza io non avevo alcun ruolo.

D – Lei invoca e rivendica la libertà di espressione, ma è consapevole di quanto pericolosi siano i suoi pensieri alla luce di quanto la storia ci insegna?

R – Pensieri pericolosi… siamo arrivati a questo punto? “pensare” è pericoloso, ne prendo atto, il giudice di primo grado ha scritto in sentenza che avrei fatto proselitismo di “idee illecite” (vedi legge Mancino) , attenzione: non si parla di “azioni illecite” (di quelle non ne sono state compiute), ma di IDEE ILLECITE!!! oggi – in questa “meravigliosa democrazia” – è la legge che decide cosa sia lecito pensare… il prossimo step di questa società orwelliana quale sarà? Lobotomizzare chi non pensa in maniera conforme al sistema? Considerato che ho postato temi di revisionismo storico (l’accusa principale che mi è stata rivolta è “diffusione di ideologie negazioniste”), come la drastica riduzione del numero dei morti, attribuiti – ad esempio – al campo di Auschwitz, da un F. Piper o un R. Hilberg o J.C. Pressac o F. Meyer, ne deduco che se tali affermazioni le fanno loro… e sono decenni che sono pubblicate su “normali” libri che nessuno ha mai requisito… non sono affermazioni “pericolose” mentre se la stessa drastica riduzione numerica l’affermo io… automaticamente si ravvisa il “pericolo”! Dov’è la logica?

D – Per quale motivo dopo essere uscito dal carcere ha mandato una cartolina a Pacifici? Non le sembra un atto di sfida?

La cartolina. Click...

R – La cartolina l’ho scritta nella mia cella di isolamento di Regina Coeli subito dopo la condanna di primo grado, volevo far sapere al signor Pacifici che nessuna condanna, nessun giudice, nessuna galera mi farà mai smettere di essere quello che sono… il violento non sono certo io, ma chi mi ha punito brutalmente perché quello che ho pensato e scritto viene considerato un reato, io non arresterei mai una persona perché ha idee differenti dalle mie, anche quelle che – a torto o a ragione – considero aberranti. Il testo presente nella cartolina (ritenuto una “minaccia antisemita”) è il seguente: “Mi natura dedit leges a sanguine ductas nec possis melior iudicis esse metu” (Properzio – Elegie) tradotto: “La mia natura mi ha dato leggi ispirate alla mia stirpe e non potrei essere migliore per paura di un giudice” … non c’era scritto nient’altro, come si possano ravvisare minacce antisemite in quel testo mi è tutt’ora di difficile comprensione.

D – Lei è un revisionista. Ci spiega perchè non crede all’esistenza dei forni crematori?

R – Nessun serio revisionista ha mai negato l’esistenza dei forni crematori, tantomeno io.
Il “crimine” del Nazionalsocialismo, UFFICIALMENTE, si può identificare nei seguenti postulati:
1) Decisione dello “sterminio” degli ebrei in quanto tali
2) ORDINE di “sterminio” degli ebrei in quanto tali
3) Pianificazione dello “sterminio” degli ebrei in quanto tali
4) Costruzione delle macchine dello “sterminio”
5) 6.000.000 di ebrei “assassinati” in quanto ebrei
I revisionisti mettono in discussione i 5 punti sopradescritti (perchè non supportati da adeguata documentazione, mentre quella originale esistente smentisce irrimediabilmente il “racconto” olocaustico standard)… e vengono minacciati, perseguitati, rovinati economicamente, licenziati, aggrediti fisicamente, costretti all’esilio e arrestati.

D – Sostiene di essere stato minacciato attraverso i siti della comunità ebraica e di aver denunciato il tutto alla procura. Secondo lei, per quale motivo hanno archiviato tutto?

Minacce di morte settembre 2013

Una volta l’antisemita era chi odiava gli ebrei, oggi l’antisemita è chi viene odiato dagli ebrei… evidentemente a “taluni” sono concesse cose che agli altri esseri umani non sono concesse, minacciare di morte chi si ritiene “nazista” (e i suoi figli) – evidentemente – non costituisce reato… in fondo, siamo il “male assoluto”, non è così?

D – E se le proponessero di diventare amico di un ebreo, lei cosa farebbe?

R – Il mio dentista è ebreo, siamo amici da almeno vent’anni.

VOX ha scritto molti articoli su questa vicenda. Una vicenda che mostra la natura totalitaria del sistema nel quale viviamo.

In una società libera, nessuno dovrebbe venire perseguitato per le proprie idee. Nessun pensiero dovrebbe essere reato. Ma noi non viviamo in una società libera, solo in una espressione moderna di totalitarismo dalle mille luci che nascondono mille ombre.



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