Gorizia: epidemia di Tubercolosi nella tendopoli dei ‘profughi’

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Tra gli afghani ospitati  – a spese nostre – a Gorizia, in una tendopoli tra le case, ci sono casi di tubercolosi. Le voci  dei giorni scorsi sono state confermate, con colpevole ritardo, dall’Azienda sanitaria locale.

Si parla di decine di casi, ma la ASS (che in inglese ha un significato adeguato) ha, al momento, dopo avere smentito per giorni, confermato che ad essere colpito dalla malattia infettiva è un clandestino che si trova ricoverato all’ospedale Cattinara di Trieste.

Gli afghani vanno e vengono in centro città, l’epidemia rischia di deflagrare. Ma le crocerossine rassicurano.

La vergognosa tendopoli è composta da sette tendoni capaci di ospitare una novantina di clandestini. E la chiamano ‘protezione civile’. 

Ma nemmeno davanti all’epidemia il governo si ferma: stanno arrivando altri immigrati, per la maggior parte afghani. 

Il sindaco Romoli chiede lo sgombero della struttura. “La tendopoli allestita in centro città deve essere smantellata al più presto”sottolinea Romoli, esprimendo forte preoccupazione per le possibili ripercussioni negative a danno della città “provocate dall’insensata scelta di collocare una struttura per il ricovero di rifugiati nel centro di Gorizia”.

Romoli inoltrerà la richiesta di smantellamento urgente al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, alla presidente della Regione, Debora Serracchiani e al prefetto di Gorizia, Vittorio Zappalorto.

Tre che insieme non fanno una testa pensante.

“La tendopoli ha tutte le caratteristiche per trasformarsi in centro di accoglienza permanente – attacca il sindaco – alla luce del fatto che i flussi di profughi verso Gorizia non sembrano arrestarsi, anche perchè è stato lanciato, all’esterno, un messaggio che rischia di richiamare nella nostra città centinaia di persone in fuga dai loro paesi”.

“Mi chiedo davvero – insiste il primo cittadino – come possa essere venuta in mente una simile, folle, soluzione e, soprattutto, come possa essere stata avvallata dalla Regione, il cui compito dovrebbe essere anche quello di evitare concentrazioni di profughi in un unico sito, peraltro collocato accanto a scuole e case private: questa non è un’azione umanitaria ma solo irresponsabile scelleratezza attuata sulle teste dei goriziani”. “A questo proposito – rimarca Romoli – ribadisco di non essere stato assolutamente informato di quanto era stato deciso dalla Regione se non da una telefonata, nel pomeriggio di sabato, quando tutto era stato già predisposto”.

Allora tira fuori le balls,  mettiti alla guida di un gruppo di cittadini e sgomberala.