Lecce: patriota 83enne caccia africano molesto a colpi d’accetta



LECCE – Stufo di vedere il solito immigrato dell’africa centrale importunare le donne – si tratta di uno dei tanti africani molesti che impone ai più deboli di portare la spesa in auto in cambio di soldi – un anziano del posto ha deciso di fare quello che le cosiddette istituzioni non fanno.

S.O., 83enne leccese, nei pressi del supermercato “Eurospin”, ha cacciato l’immigrato brandendo un’accetta.

L’epilogo era scontato: è stato arrestato, quando il titolare ha chiamato la polizia. Guai difendersi.

Subito sono arrivati i poliziotti, non così solerti, quando si tratta di evitare le molestie quotidiane a chi fa la spesa, ma il vispo 83 enne non si è fermato anche se lo straniero era già fuggito, accusando gli operatori di “non fare niente per mandare via i negri”.

Accertato che S.O. risultava regolarmente possessore anche di un fucile da caccia, gli agenti hanno anche ritirato l’arma in attesa delle verifiche di idoneità per il possesso armi.

Almeno lui, anche alla sua età, ha due cose che molti non hanno.

Più 83enni e meno ‘gggiovani’ e l’Italia sarebbe un posto migliore.



Un pensiero su “Lecce: patriota 83enne caccia africano molesto a colpi d’accetta”

  1. Ha 83 anni e per sua fortuna carcere non se ne fa, ma considerato che qui in Italia abbiamo dei veri e propri giudici fanatici pro-immigrazione, lo condanneranno sicuramente per tentato omicidio con il famoso aggravante razziale e gli imporranno gli arresti domiciliari, penso a vita considerata appunto la sua età.

    Fossi in questo vecchietto coraggioso, prima di venir condannato, prenderei a colpi di accetta il titolare del supermercato, perché é un individuo spregevole. Sono convinto che se a posto di un negro, a subire i colpi di accetta ci fosse stato un teppistello del luogo, si sarebbe stato zitto e magari avrebbe applaudito il vecchietto, e invece no siccome si tratta si un “povero negretto indifeso” chiama la polizia: questo é razzismo al contrario.

    Quando questo signore ultraottantenne aveva 20 anni, aveva la fortuna di vivere in un’altra Italia, certamente più povera, ma infinitamente più sana e pulita, non come quella di oggi moralmente degradata e infestata da tutta questa feccia che proviene dall’Africa. Quando era giovane era dunque una persona libera dal totalitarismo immigrazionista, mentre noi giovani di oggi e i nostri discendenti (se mai li avremo visto che a noi é impedito far famiglia), siamo oppressi da questo fenomeno criminale chiamato immigrazione, deciso da poche persone al potere e senza sapere cosa ne pensa la gente, come avviene nelle dittature.

    L’ultimo rigo dice “più 83enni e meno giovani”: certamente la gran parte dei giovani italiani di oggi sono degli “zombie”, visto che accettano passivamente l’invasione afro-islamica dell’Italia e anzi spesso ne sono promotori, soprattutto quelli che operano nelle cosiddette associazioni umanitarie. I giovani di un tempo invece avevano senso della Patria e mai avrebbero accettato ciò che sta succedendo oggi.

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