RENZIPRANDELLI

Renzi quintuplica tasse su ‘sigarette elettroniche’: aumenti del 480%

DA QUALCHE PARTE, DOVRANNO PRENDERLI I SOLDI PER MANTENERE ORDE DI CLANDESTINI

L’associazione nazionale produttori fumo elettronico denuncia aumenti fino al 480% : “Sgomenti di fronte all’ennesimo tentativo di distruggere il settore della sigaretta elettronica”

La nostra associazione è “sgomenta di fronte all’ennesimo tentativo di distruggere il settore della sigaretta elettronica, senza che si sia mai aperto un serio e reale confronto tra le istituzioni e gli operatori come invece previsto dal Tavolo aperto lo scorso febbraio”.

“In primo luogo – spiega il presidente di Anafe-Confindustria Massimiliano Mancini – le sigarette elettroniche continuano ad essere ciecamente assimilate al tabacco”.

“Gli impatti economici e sull’occupazione derivanti da questo nuovo regime sarebbero ancora peggiori: se con un’imposta di consumo al 58,5% il prezzo di un flacone da 10 ml sarebbe passato da un prezzo medio al pubblico di 6 euro a circa 21, adesso si arriverebbe addirittura a 35 euro (+480%)”.

“A questo punto ci chiediamo quale sia il senso di una nuova imposizione fiscale che ignora e anzi peggiora le ragioni per le quali la precedente è stata sospesa e considerata illegittima e che oltretutto si basa su modelli privi di alcuna base scientifica. Una scelta che avrà come unica conseguenza un contenzioso senza fine invece di porre fine ad ogni contenzioso, come invece indicato dal sottosegretario all’Economia, Giovanni Legnini in una recente dichiarazione pubblica”. 

Secondo Mancini, “l’unica preoccupazione sembra essere quella di tassare per provocare la sparizione del prodotto, senza alcun riguardo per il diritto alla salute“.

L’Italia è l’unico paese occidentale a tassare la sigaretta elettronica.  Lo Stato non vuole ‘concorrenti’ nel monopolio del fumo. Ed è miope, non solo dal punto di vista della salute dei propri cittadini, ma anche dai costi a lungo termine di una cattiva salute.

 


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