Direttore Caritas intercettato: “Chiamatemi ‘padre’ e fatemi godere”

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DAVA PERMESSI DI SOGGIORNO A CLANDESTINI IN CAMBIO DI SESSO

Escono interessanti intercettazioni di monsignor Sergio Librizzi, direttore della Caritas di Trapani arrestato per avere chiesto rapporti sessuali ai clandestini ospitati nel centro in cambio di permessi di soggiorno.

Librizzi è finito in manette il 24 giugno scorso.  Gli inquirenti, dopo un vertice in Procura, lavorano su quegli aspetti ancora poco chiari della vicenda. Come le coperture di cui Librizzi avrebbe beneficiato.

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Per sei mesi gli investigatori hanno pedinato e intercettato il prete. Una microspia, collocata a bordo della sua auto, ha registrato i suoi incontri con gli africani.

Clintoniane le dichiarazioni ai magistrati di monsignor ‘caritas’: “Le conversazioni sono imbarazzanti, ma non è mai successo nulla”.

In realtà, l’uomo, che per anni ha dato del razzista a chiunque si opponesse all’immigrazione clandestina, e che nelle intercettazioni si faceva chiamare dai suoi ‘fidanzati’ “baba”, che in ghanese significa padre, è registrato mentre dice:

Pensa a essere amico buono, amico buono, cosi i tuoi i problemi sono i miei. Hai capito… Io come mi chiamo? Simpatico”. E poi, dopo la risposta: “No, mi devi chiamare Baba, è più bello Baba. Dove vuoi andare? Dove ti piace… A casa tua”.

Pretende prestazioni omosessuali con frasi amorose e gesti di affetto. E se l’immigrato clandestino di turno,  non è abbastanza partecipe, lo richiama.

In un’altra intercettazione: ”Ascolta… ieri ho detto al presidente (della commissione per i documenti) prendi le carte di E. e decidiamo. E abbiamo deciso, hai capito… Quindi ora tra qualche giorno, la questura ti deve fare il permesso di soggiorno, hai capito? Il problema è che le tue carte erano ferme, perchè c’era la Svizzera, hai capito? l problemi che c’erano in Svizzera. Quindi io ho detto al presidente, togli i problemi della Svizzera e diamo subito positivo, hai capito?”.

Via i mercanti dal Tempio.

 




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