Panico in Usa: centinaia a rischio Mers, decine medici in isolamento

Condividi!

IL VIRUS MERS DILAGA NEGLI USA

Due operatori sanitari americani  in un ospedale della Florida esposti ad un paziente con sindrome respiratoria del Medio Oriente (MERS) hanno iniziato a mostrare sintomi della malattia, sollevando preoccupazione circa la capacità delle autorità sanitarie globali di contenere il virus misterioso e mortale, in assenza di controlli alle frontiere.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva proprio oggi convocato una riunione di emergenza a Ginevra decidere se il tasso crescente di casi confermati, molti dei quali in Arabia Saudita, costituisce una “emergenza sanitaria di rilevanza globale”.

I funzionari della Florida hanno detto che stanno monitorando la salute di oltre 20 operatori sanitari che erano stati in contatto con il paziente, tra cui un medico che aveva già lasciato gli Usa per il Canada, potenzialmente avendo diffuso il virus ulteriormente.

Si sta anche cercando di rintracciare quasi 100 persone che possono essere state in contatto con il paziente alle due strutture mediche da lui visitate.

Il paziente MERS in questione è il secondo confermato del virus negli Stati Uniti.  E’ un saudita immigrato negli Usa di ritorno da un pellegrinaggio alla Mecca.

I Centri statunitensi per il Controllo delle Malattie e la Prevenzione “stanno prendendo la situazione molto sul serio e stanno lavorando in stretto coordinamento con le autorità sanitarie locali”, ha detto il portavoce della Casa Bianca Jay Carney, che ha aggiunto che il presidente Barack Obama era stato informato sui casi confermati.

AGGIORNAMENTO

Circa 15 medici e infermieri del Phillips Hospital, così come cinque dell’Orlando Regional Medical Center, dove il saudita è stato visitato, sono stati invitati a rimanere a casa dal lavoro in isolamento per due settimane.

Uno di loro è già stato trovato positivo, quindi i casi Usa accertati salgono a tre.




Lascia un commento