Fuga dalla Terra dei Fuochi: Findus e Orogel scappano dalla Campania

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Findus: “C’è un’area della Campania nella quale sono vietate tutte le coltivazioni senza deroghe possibili”. Dentro quel perimetro delineato dalla Findus ci sono imprese agricole che riforniscono l’azienda alimentare. Ma ora la Findus, timorosa di vedere associato il proprio nome – anche solo per prossimità territoriale – alla ‘Terra dei Fuochi’, pensa a ridurre gli ordini per prodotti di tutta la zona di Napoli e Caserta.

E così Orogel: “Non abbiamo mai acquistato prodotti ortofrutticoli nella cosiddetta ‘Terra dei fuochi’. In via preventiva, abbiamo recentemente deciso di limitare ulteriormente le aree di approvvigionamento nella Regione Campania di patate e verze”, rispondono dalla Findus. Una cautela assunta nei confronti dei fornitori e consumatori. La conferma arriva da Orogel. Anche in questo caso l’azienda è pronta a chiudere le porte ai coltivatori di Napoli e Caserta: “Bisogna garantire che l’approvigionamento di materie prime non provenga dalle suddette aree”.

E’ evidente il tentativo – lecito’ – di proteggere la propria immagine. Come fece Pomì, generando stupidi schiamazzi di ‘razzismo territoriale’.
La responsabilità è tutta di chi doveva proteggere il proprio territorio e non l’ha fatto. E questo, alla fine, ha anche riflessi economici importante. Il territorio è identità, deve essere difeso.

Tutti i politici della Campania che si sono dati il cambio negli anni, andrebbero presi e messi agli arresti. Processati per avere permesso lo scempio ambientale di un’intera regione. Pensiamo a Bassolino, per anni deus ex machina della Campania, eletto e rieletto: e qui, la responsabilità ricade anche nella cecità degli elettori.




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