Serracchiani: toglie cure a bimbi malati di tumore, soldi a nomadi, maneggio personale e registi di partito



Assaggio di Renzismo. Mentre con aereo di Stato volteggiva verso Roma per presenziare al reality-show Ballarò, la Serracchiani pensava già a come martoriare i disabili e i malati della Regione che amministra per avere preso lo 0,1% i più del suo avversario alle ultime elezioni. Bellezze del maggioritario.

E ora mette nero su bianco quello che ha partorito tra le nuvole: tagli spietati a sociale, famiglie, anziani, disabili, disoccupati, sanità, assistenza e ospedali. Tranne al maneggio che accudisce il suo cavallo.

Ma in puro stile renziano, dove le parole contano più della sostanza, la definisce: «Una legge Finanziaria che fa i conti con una realtà fatta di risorse scarse, ma che non abbandona nessuno e guarda al futuro».

Numeri: meno 120 milioni di euro ai danni della sanità regionale e 21 milioni (-7% rispetto al 2013) a spese delle politiche sociali come maternità, disabilità, anziani, infanzia. Via il bonus bebè per le famiglie in difficoltà. Meglio dare soldi ai circolini gay e altre associazioni culo e camicia con il Pd. Per l’esattezza 2 milioni di euro. Tra cui i soliti festival cinematografici e associazioni culturali legati al centrosinistra: poi qualcuno si chiede come mai i vari registi d’apparato si affollino alle primarie.

Circa 315mila euro vanno alle imperdibili Giornate del cinema muto, 250mila al Trieste Film Festival, 20mila alla rassegna Un film per la pace, altri 170mila al cinema Cappella Underground di Trieste.

Ci sono poi alcuni milioni di euro per i campi nomadi e l’accoglienza dei ‘profughi’.

Soldi sottratti alle cure palliative domiciliari per sessanta bambini malati di tumore o altre patologie gravi. Rete attivata a Pordenone, la cui richiesta di rifinanziamento è stata bocciata.


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