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Soldi a pioggia per i registi di regime

Vox
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Tagliatemi tutto, ma non i soldi ai films dei registi d’apparato. E così secondo cifre della Direzione generale per il Cinema, ci sono 800mila euro a “Meraviglioso Boccaccio” dei fratelli Taviani, addirittura 1 milione va a Matteo Garrone che per “Il racconto dei racconti”. E 900mila vanno al turco Ferzan Ozpetek per Allacciate le cinture”.

Marco Bellocchio becca invece 400mila euro per “La prigione di Bobbio”, stessi soldi di Michele Placido per “La scelta”; mentre Francesca Archibugi – non vorrete essere sessisti – ne prende 500mila per “Il nome del figlio” e Cristina Comencini 400mila per “Latin lover”.

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L’elettore del Pd Carlo Verdone prende 300mila per “Sotto a una buona stella”. Altri 350mila euro vanno ad un regista straniero, Abel Ferrara per Pasolini. Si deve invece ‘accontentare’ di 250mila euro Saverio Costanzo per “Hungry Hearts”.

La lista prosegue con Nanni Moretti, registi impegnati come i Vanzina, Paolo Genovese, Alessandro Genovesi e Vincenzo Salemme.

E’ evidente che un cinema che viene finanziato dal Sistema non morderà mai la mano da cui mangia.