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Scandalo Ue: 5 miliardi alla Turchia, altrettanti ai Rom

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“Mi chiedo come la Commissione europea abbia potuto commettere errori gravissimi sui suoi conti, senza assumersi le proprie responsabilità, facendo pagare agli Stati membri, ovvero ai cittadini. Alcuni Paesi sono già con l’acqua alla gola, e non so dove possano trovare questi soldi”. L’europarlamentare indipendente Eld Claudio Morganti ha commentato così il voto espresso oggi dalla plenaria dell’Europarlamento a Strasburgo sul bilancio rettificativo n. 6, ovvero i 2, 7 mld di euro richiesti agli Stati dalla Commissione Ue per evitare lo shutdown tra un mese. “Sarebbe stato molto più logico -ha detto in Aula Morganti- utilizzare risorse già previste, congelando, ad esempio, le centinaia di milioni di euro che ogni anno versiamo alla Turchia per i fondi di preadesione. Ad Ankara -ha specificato- tra il 2007 e il 2013 sono stati destinati, in media, circa 700 milioni ogni anno”.
“Nel prossimo periodo 2014-2020, per lo strumento di preadesione -ha sottolineato- sono previsti circa 1,5 miliardi ogni anno, e alla Turchia spetterà la grandissima maggioranza di questi finanziamenti. Alla fine del periodo, cioè nel 2020 -ha aggiunto- saranno stati elargiti con questo strumento circa 10,5 miliardi di euro, e si presume che alla Turchia finiranno, in totale, ben oltre 5 miliardi di euro“. Secondo Morganti per reperire i soldi necessari, senza gravare ulteriormente sui bilanci degli Stati membri, “si potrebbe eliminare il Servizio Europeo di Azione Esterna, totalmente inutile, nonché la doppia sede dell’Europarlamento e, ancora, tagliare sui fondi per l’integrazione dei Rom”. Morganti ha concluso rivolgendosi direttamente al Commissario al Bilancio, Lewandowski: “Se vuole le mando una mail con tutti gli sprechi dell’Ue”, ha detto, aggiungendo infine: “Lei e i suoi burocrati dovreste dimettervi per manifesta incapacità”.