Fallisce referendum contro ‘reato clandestinità”: hanno firmato solo i clandestini e Alfano

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I quesiti per cancellare il reato di clandestinità e il legame tra lavoro e permesso di soggiorno sono stati disertati dagli italiani, una sorta di ‘referendum’ preventivo. Gli italiani vogliono che il reato di clandestinità e il legame lavoro-permesso rimanga.

Infatti i due referendum genocidi proposti dai Radicali italiani e dal ministro Kyenge per scardinare l’attuale legge sull’immigrazione – che è imperfetta ma in senso opposto – non hanno raggiunto le cinquecentomila firme necessarie per arrivare nelle urne che entro il 30 settembre andavano presentate in Cassazione. L’impegno dei volontari nei banchetti per le strade e la mobilitazione di questi mesi è riuscito a racimolarne appena duecentomila. La gente passava, guardava, e una volta conosciuti i quesiti, li fulminava con lo sguardo.

A dimostrazione della popolarità, anche tra gli elettori di sinistra, del reato di clandestinità, il fatto che gli altri quesiti, su responsabilità civile e separazione delle carriere dei magistrati e abuso della custodia cautelare ce l’abbiano fatta.

I promotori, ormai privi di ogni senso critico, hanno presentato in Cassazione una memoria su quelle che ritengono “violazioni ai diritti civili e politici dei cittadini” verificatesi durante la campagna referendaria e si dicono pronti a denunciare l’Italia al Comitato diritti umani dell’ONU. E chiedono ai parlamentari di realizzare le riforme alle quali miravano i loro quesiti.

Non firmi? Violazione! E’ la democrazia secondo i galoppini di Soros. Sempre bene ricordare chi finanzia i pannelliani.




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