Incontro segreto: le minacce saudite e la risposta di Putin

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Scrive il giornalista Ambrose Evans-Pritchard sul Telegraph di un tempestoso incontro segreto tra Putin e il capo dei servizi segreti sauditi, il Principe Bandar.
La rivelazione arriva mentre cresce la tensione tra Usa e Siria e l’attacco americano sembra imminente, con il petrolio Brent che raggiunge i 112 dollari al barile e uno choc petrolifero ormai dietro l’angolo.

Le rivelazioni uscite dal tesissimo incontro sono state riportate dalla stampa russa e poi, in modo più dettagliato, da un giornale libanese vicino alla Siria.

Nel faccia a faccia, Bandar, capo dell’intelligence saudita, avrebbe tentato con Putin un approccio tra il bastone e la carota per cercare di ‘staccare’ la Russia dalla difesa ad oltranza della Siria.
Questi gli stralci che una gola profonda – probabilmente su mandato dello stesso Putin – ha fatto uscire dal summit.
“Analizziamo come unire gli interessi vostri e nostri sul petrolio. In modo da bilanciare la produzione e tenere un prezzo per noi ottimale”, avrebbe detto Bandar a Putin, nell’incontro avvenuto nella dacia del presidente russo appena fuori Mosca, tre settimane fa.

“Noi comprendiamo gli interessi russi nel gas e petrolio nel Mediterraneo, da Israele a Cipro. E l’importanza dei gasdotti verso l’Europa. E non siamo interessati a disturbarvi. Possiamo cooperare,” ha insistito Bandar, in questo modo parlando anche a nome degli Usa.

Russia e Opec insieme producono il 45% del petrolio, un accordo tra i due altererebbe in modo drammatico il mercato globale. Ed è sempre stato desiderio di Putin, creare un cartello dei produttori. La Russia dipende da un petrolio sopra i 100$ al barile.

Il Saudita avrebbe anche grantito a Putin la salvaguardia della base navale russa in Siria e la garanzia di nessun attacco dei terroristi ceceni wahabiti – finanziati dai sauditi – durante i giochi invernali di Soci. Confermando direttamente il controllo di questi gruppi terroristici da parte saudita.

Il colloquio tra i due è stato drammatico e pieno di minacce. Putin è stato irremovibile e la sua ultima parola al rappresentante saudita – e americano – è stata la seguente: “Il nostro appoggio ad Assad non cambierà. Noi crediamo che il suo governo sia il migliore portavoce possibile dei siriani, sicuramente migliore dei mangiatori di fegato”. Riferendosi alle riprese televisive di terroristi mentre mangiavano il fegato di un soldato siriano. Quei terroristiche sono oggi l’avanguardia della ‘strana’ alleanza Usa-AlQaida-Sauditi.

Bandar, dal canto suo, avrebbe ribattuto che, allora, non ci sarebbe altra via che la ‘opzione militare’, se la Russia rifiuta il ramoscello d’olivo.
Dopo tre settimane, è andata così. Perché era già tutto preparato. Ci sono i servizi sauditi dietro la ‘strage chimica’?

Perché, a differenza di quanti credano sia Israele a manovrare Washington, è molto più probabile siano i petrodollari sauditi, a manovrare la politica estera americana. Da Bin Laden in poi. E anche prima.




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