E’ allarme Tubercolosi: da Londra a Siracusa

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E’ sempre allarme in Gran Bretagna, e in particolare a Londra, per la tubercolosi, con il numero di casi tra i piu’ alti del continente. Lo rivela un rapporto dell’agenzia pubblica Public Health England, secondo cui entro due anni il paese avra’ il doppio di malati degli Usa. Il documento ha censito 8.750 casi nel 2012, un’enormità, se paragonati al resto dell’Europa occidentale, dove solo il Portogallo ha tassi piu’ alti. Ovviamente è un caso, che il 40% dei pazienti ‘britannici’ si concentri a Londra, città più multietnica d’Europa e da oggi, ‘capitale’ europea di questa malattia. ”La Tbc rimane un problema critico per la salute, specialmente a Londra e in aree della popolazione svantaggiate – spiega Paul Cosford, uno degli autori – siamo intenzionati a lavorare per una drastica riduzione del numero dei casi”. Chiudete le frontiere, allora.

E intanto è fresco, in Italia, l’allarme Siracusa. La città starebbe infatti incubando da mesi un’epidemia di tubercolosi pronta ad esplodere: circa 40 mila soggetti sono risultati positivi ai test Tbc, e dunque sarebbero potenzialmente malati, basta un piccolo stress e il bacillo diventa attivo. Sono cifre ufficiali fornite dal gruppo nazionale di studio dell’Aipo (Associazione italiana di penumologia) e convalidate dall’Oms.

Secondo gli esperti, la malattia è arrivata con gli sbarchi di clandestini del Corno d’Africa, quelli che le checche costiere accolgono con tutti gli onori, quelli che quei quattro bagnanti in calore aiutarono nello sbarco.

Londra e Siracusa si giocano la poco ambita palma di capitali europee della Tubercolosi. E la causa è la stessa: l’immigrazione.