Russia: fermati migliaia di clandestini, in corso “operazioni di pulizia”



Mosca – Quasi duemila fermi solo a Mosca e dintorni e altre centinaia di arresti in cantieri e mercati ortofrutticoli su parte del territorio nazionale: San Pietroburgo, Perm Tyumen, Volgograd, Kamchatka, Udmurtia. E’ il risultato della campagna “contro gli immigrati illegali” lanciata dalle autorità della capitale ed estesasi  anche alle regioni, tra il sostegno dei russi e le critiche dei difensori per i diritti umani. Come se entrare illegalmente in una nazione fosse un “diritto umano”, gente malata.

La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la feroce aggressione subita da un poliziotto che è stato assalito il mese scorso, mentre cercava di arrestare un “migrante” responsabile di uno stupro in un mercato di generi alimentari della capitale. L’amministrazione di Serghey Sobyanin  ha dato così il via alle zachistki (operazioni di pulizia). Noi invece abbiamo Alfano. Le migliaia di clandestini fermati dalle forze dell’ordine sono stati condotti nel quartiere di Golyanovo, dove è stata allestita una tendopoli. Molti dei clandestini fermati sono di origine vietnamita e alcune decine di loro sono già stati rimpatriati. Tra i lavoratori illegali fermati anche uzbeki, tagiki, kirghizi siriani, egiziani e afghani.

Le solite inutili associazioni che appoggiano l’immigrazione clandestina hanno ovviamente protestato contro l’iniziativa volta a garantire maggiore sicurezza e decoro, loro amano il degrado e l’illegalità. In Italia ne sappiamo qualcosa.

Svetlana Gannushkina, direttore del gruppo Assistenza Civile – che si occupa di diritti dei rifugiati e ignora quelli dei russi – ha definito la tendopoli di Mosca come “un posto di detenzione illegale”, dove sono finite anche persone con regolare permesso di soggiorno russo. Quante se ne inventano pur di sostenere le loro idee malsane e continuare a lucrare sul fenomeno immigrazione. D’altronde, senza gli immigrati, resterebbero disoccupati e con tanto tempo libero.   Human Rights Watch ha chiesto all’amministrazione comunale di chiudere il campo e mettere fine a una campagna che, a loro dire, prende di mira gli immigrati solo per la loro nazionalità o il colore della pelle. Parole deliranti, come se la legalità fosse una questione razziale.

Ma, per fortuna, la Russia non è l’Italia, e quindi la risposta delle istituzioni non si è fatta attendere. Sobyanin si è difeso, assicurando che “è tutto assolutamente normale”. “In ogni Paese, quando si verifica una situazione d’emergenza, il governo inizia ad agire in modo più severo”. In Italia, invece, le emergenze sono l’omofobia e il femminicidio, non l’immigrazione che invece è assolutamente sotto controllo. Nonostante le proteste, la campagna non sembra dover finire a breve: il Servizio federale per l’immigrazione sta progettando la costruzione di oltre 80 campi di accoglienza temporanea per gli immigrati illegali e ha annunciato che amplierà, di almeno 4500 dipendenti, il suo organico. Mica hanno il trio comico Alfano, Boldrini, Kyenge.

Secondo alcuni analisti, il piano  “contro i migranti clandestini” rientra nella campagna elettorale di Sobyanin, candidato del Cremlino, a caccia di ampio consenso per passare al primo turno. Tutto è possibile, ma se fosse vero bisogna constatare che almeno in Russia si cerca il consenso con azioni che sono nell’interesse della popolazione. In Italia invece si cerca il consenso svendendo la cittadinanza italiana agli africani, roba da manicomio. Il sentimento anti-immigrazione e patriottico tra i russi, in particolare nella capitale, è molto alto e riguarda anche la fascia più istruita e giovane dell’elettorato.  Stando a stime della presidenza russa, in tutta la Federazione gli immigrati irregolari sarebbero oltre 10 milioni. Cifra a cui – spiegano gli esperti – si è arrivati in 15-20  anni di crescente corruzione tra funzionari pubblici e settore imprenditoriale, che sfrutta la manodopera a basso costo degli immigrati. E’ questo il motivo principale per il quale vengono fatti entrare gli immigrati, anche in Europa. E al popolino poi si racconta la balla dell’accoglienza e dell’integrazione tra culture diverse. E’ solo una questione economica, se qualcuno non lo avesse ancora capito. Ricchi capitalisti vogliono schiavi da sfruttare e poi usano i loro mezzi di comunicazione per far credere che li dobbiamo accogliere per bontà d’animo.

Intanto, da parte di coloro che odiano i russi e amano gli immigrati, è stata lanciata una petizione per chiedere al comune di Mosca di chiudere la tendopoli di Golyanovo. La petizione ha raccolto ben 250 firme, che ridere. Benvenuti in Russia.


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