Letta: “Pronti a tutto per l’Euro”



Si sono incontrati i due giovani vecchi della politica italiana, due che non hanno mai lavorato in vita loro: Letta e Renzi.

Poi il nipote di Letta – uno dei peggiori eurofanatici in circolazione, cresciuto a marmellata e euro – ci ha regalato le sue perle di saggezza, “Penso che uscire dall’euro sarebbe il disastro finale per l’Italia, un errore drammatico, perché finirebbe l’euro”. Frase interessante: un errore drammatico, perché finirebbe l’euro. Ogni tanto anche al nuovo andreotti scappa la verità: la loro preoccupazione è “l’euro”, è l’idolo non il benessere delle popolazioni. Deve sopravvivere, e all’idolo possono essere sacrificati i popoli europei come accaduto con la Grecia, dissanguata solo per proteggere le banche tedesche e francesi così da salvare la moneta unica.

“L’unione bancaria è fondamentale, bisogna farla. Chiederò con forza che si faccia, che si chiuda la partita”, perché significa anche “più soldi alle piccole e medie imprese”.  Bugia. L’unione bancaria non ha nulla a che vedere con “più soldi alle imprese”. Ma solo che le nostre banche finirebbero a Bruxelles. Perché arrivino più soldi all’economia, serve l’uscita dall’euro, la nazionalizzazione della Banca d’Italia e il ritorno dell’emissione di moneta allo Stato. Il resto sono chiacchiere e genuflessioni ai poteri bancari. Di cui Letta è notoriamente esperto.

A Letta dei poveri, dei pensionati, dei lavoratori e degli italiani in generale frega meno di nulla. Lui è lì per garantire che il “progetto euro” vada avanti. E il Pdl fa da maggiordomo acquiescente.


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