Li manda Soros: referendum radicale contro reato clandestinità

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I radicali, mosche cocchiere dei poteri globalisti, hanno depositato in Cassazione la richiesta per un referendum di abrogazione del reato di clandestinità “per ingresso e soggiorno illegale” degli immigrati. Il comunicato della Cassazione è apparso sulla Gazzetta Ufficiale di ieri.

L’ennesima dimostrazione di quanto gli adepti della setta pannelliana siano, negli ultimi anni, totalmente scollegati dalla realtà che li circonda e completamente inconsapevoli della volontà dei cittadini che infatti, non li votano.

Tutti sanno chi finanzia i Radicali e chi ha finanziato la carriera – e i poteri sovranazionali che ne hanno imposta la presenza nel governo attuale – della Bonino. Uno di questi generosi finanziatori è l’apolide George Soros che attraverso la sua Open Society sovvenziona il partito radicale e una miriade di siti internet legati all’antirazzismo e all’immigrazione di massa.

Soros, il finanziatore di tutti i colpi di stato colorati in giro per il continente euroasiatico, che, dietro la falsa maschera della democrazia, avevano come unico scopo quello di ampliare l’avanzata degli interessi di un ristretto gruppo di affaristi.

Ciò detto, i radicali prenderanno l’ennesima tranvata popolare. Loro hanno successo finché il popolo non è chiamato ad esprimersi.
Resta stupefacente, e ogni riferimento è puramente voluto, come lo scendiletto di Pannella sia potuto divenire ministro degli Esteri dopo avere raccolto alle ultime elezioni, un consenso elettorale dello 0,3%: come se Fini fosse diventato ministro degli Interni.
Il motivo è semplice: santi in paradiso. Un paradiso fatto di poteri che agiscono nell’ombra, la stessa ombra dalla quale è stato tratto il nipote di Letta.




2 pensieri su “Li manda Soros: referendum radicale contro reato clandestinità”

  1. Pingback: Anonimo
  2. Presentazione e sintesi del testo :
    68’, Magie, Veleni & Incantesimi Spa. Del Potere Oscuro e la Rivoluzione del ‘68
    Sfilano qui, in questo testo, serrati, uno accanto all’altro, come in un cinemascope d’altri tempi, veri e propri assi di briscola come Adorno, Abbie Hoffman, Alain Danielou, Althusser, Anna Freud, Agnelli, Antoine Bernheim, Benjamin, Aurelio Peccei, Carl Schmitt, Crowley, la premiata ditta C.I.A., Calasso, Combriccole dell’Alta Finanza, Culianu, D.A.F. De Sade, David Cooper, Freud, Foucault, Guy Debord, Gregory Bateson, Giordano Bruno, gangsterismo, Horkheimer, Henry Luce, Ian Fleming, Isherwood, il Tavistock, i robber barons americani fomentatori delle Guerre dell’Oppio per portare la civiltà occidentale – tanti Oriana Fallaci ante litteram – ai “selvaggi” distanti da “Il Secolo Americano”, James Bond, Jacob Taubes, James Hillman, Jerry Rubin, Jung, Kennedy, Leo Strauss, la Sandoz, lo spettacolo della “rivoluzione” (telecomandata), l’LSD, Marylin Monroe, Marcuse, Mircea Eliade, malavita, Margaret Mead, Michel David-Weill, Nietzsche, Rockefeller, Ronald Stark, stupefacenti a fiumi, servizi segreti a gò-gò, Thomas Mann, Timothy Leary, Vaneigem, Wystan H. Auden, Zolla, ed altri, in una sequela da Circo Barnum, insomma tutti gli “eroi” cangianti di una delle più grandi magie che la storia contemporanea possa ricordare: il Sessantotto.
    Squadernati in un affresco d’assieme, ecco comparire tutti gli incantesimi e i veleni mortali che non sono per nulla d’antan, ma viceversa, rappresentano la tragica realtà vivente al giorno d’oggi.
    Basandosi su testi inediti in Italia e poco o niente discussi, connessi in una fitta quanto inusuale trama, si mostra il cui prodest del ’68 venendo a cadere la foglia di fico che ha sempre visto tale accadimento come spontaneo ed indice di libertà, essendo vero il perfetto contrario.
    Il testo getta luce sul movimento della Controcultura con intenti nuovi, che si prefiggono di cogliere non tanto il plot dell’azione, e le scene culmini, quanto i registi ed i produttori dello show.

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