Foto della Boldrini: la Postale a caccia di chi parla male di lei

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E’ nota la storia della foto osè di miss 2% che girava su internet giorni fa. Era stata proposta anche a noi diverse volte, ma fu sufficiente un breve controllo per capire che solo di somiglianza tra Boldrini e la nudista ritratta nello scatto si trattava.

Il fatto è che la foto postata e ripostata su diversi social network, ha fatto infuriare la paladina degli immigrati, che ha – in ossequio al fatto che non vuole trattamenti privilegiati – sguinzagliato i mastini della polizia postale sfruttando il suo ruolo istituzionale.

E a quanto riporta il giornalista Antonio Mattia, ritenuto essere il primo incauto a postare la foto, alcuni agenti della polizia postale e del commissariato di Fondi si sarebbero presentati a casa sua , senza mandato, con la pretesa di eseguire una perquisizione. Roba da polizia politica non strana nell’Italia di oggi.

Secondo il giornalista indagato: “La storia dei fake è sicuramente una bufala, ma l’irruzione in casa senza alcun mandato è una anomalia. Un’altra anomalia è l’utilizzo riservato di forze dell’ordine e polizia postale. Altrove lo chiamerebbero abuso di ufficio, ma siamo in Italia…”.

In realtà la foto non è un “fake”, nel senso che non è un fotomontaggio, ma una foto reale di una nudista che, in una particolare condizione di luce aveva una somiglianza notevole con una Boldrini più giovane. Questo può essere importante ai fini della difesa di chi sarà ovviamente perseguito.

Intanto, per non aver agito con la dovuta celerità nel perseguire chi aveva osato intaccare l’onore femminile della Boldrini, i vertici della polizia della Camera dei deputati sono stati rimossi su pressioni della presidentessa.

Se ne vanno infatti dirigenti e funzionari che sovrintendono alla sicurezza interna di Montecitorio, ufficialmente rimossi con decorrenza primo maggio prossimo.

Cosa dire, non è elegante per la dignità di una donna pubblicare foto osé della stessa, senza assicurarsi che siano veritiere e senza che abbiano una valenza politica: in questo caso l’avrebbero avuta, perché, qualora fosse stata vera, avrebbe svelato un lato sconosciuto della Boldrini, e non sto parlando di quello fisico.
Detto questo però, che la polizia postale debba perdere tempo prezioso a caccia delle foto di una nudista spacciata per miss 2%: non è dignitoso. E’ peggio del portarsi la scorta all’Ikea. Ed ancora peggio è la notizia che la Boldrini avrebbe chiesto il distaccamento di alcuni poliziotti della Postale sotto il diretto controllo del suo ufficio perché vadano in cerca di chi, sul web, parla di lei.

Intanto, molestatori seriali, truffatori e pervertiti rimangono impuniti. Da anni. La Postale ha altri impegni: deve reprimere chi pensa – vedi casi dei giorni scorsi – e deve scovare le foto (false) della Boldrini.